Ottimo Consiglio
SANTA MARINELLA
01 Aprile 2026 - 23:34
Il tetto crollato della ex piscina comunale
Non si placa l’emergenza nell’area dell’ex piscina comunale di Santa Marinella. A ventiquattr’ore dal primo distacco delle lamiere dal tetto, la situazione resta sotto il costante monitoraggio dei tecnici e delle forze dell’ordine, a causa del forte vento che continua a sferzare il litorale. Le operazioni di messa in sicurezza, scattate ieri intorno alle 18:10, hanno visto i Vigili del Fuoco della Caserma Bonifazi impegnati nel rimuovere o ancorare le restanti lastre di metallo che, oscillando pericolosamente, hanno minacciato per ore la sottostante statale Aurelia.

La preoccupazione resta massima: la struttura sorge in un punto nevralgico e delicato per la viabilità cittadina, stretta tra la principale arteria stradale e la linea ferroviaria. Il rischio che le lamiere possano volare sui binari o sulla carreggiata rappresenta una minaccia concreta per la circolazione e per l'incolumità pubblica. Se da un lato si combatte contro le raffiche, sul fronte politico sta esplodendo una polemica destinata a durare a lungo. Al centro delle critiche c’è il pesante ritardo dell’intervento comunale: molti residenti lamentano come l’area dovesse essere messa in sicurezza già da tempo, specialmente dopo l’incendio che aveva ulteriormente compromesso la stabilità della copertura.
"Si sapeva che sarebbe finita così" - commentano con amarezza alcuni residenti - "Dopo il rogo ci aspettavamo un intervento immediato, ma la piscina è rimasta lì, abbandonata al degrado". Il dito è puntato soprattutto contro la gestione degli ultimi anni. L’ex piscina è ormai diventata il simbolo di un'incuria che ha attraversato diverse stagioni amministrative. Nonostante i proclami e le promesse di riqualificazione, la struttura è stata lasciata a se stessa, trasformandosi in un "fantasma di cemento e lamiera" che oggi fa paura. La critica dei cittadini colpisce duramente l'inerzia della ex Amministrazione, accusata di non aver mai risolto definitivamente il problema, lasciando in eredità una situazione di estremo pericolo.
Per ora, Carabinieri e Polizia Locale mantengono alto il livello di attenzione. La città ora attende risposte. Non basta più solo la messa in sicurezza d'urgenza, si chiede chiarezza sul futuro di un'area che, da risorsa sportiva, è diventata un pericolo pubblico.
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