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CIVITA CASTELLANA

Riaperta al culto la chiesa dell’Andosilla

La restituzione del luogo sacro possibile grazie agli interventi di miglioramento sismico in corso

Riaperta al culto la chiesa dell’Andosilla

CIVITA CASTELLANA - È stata riaperta al culto ieri mattina, nell’ambito delle celebrazioni del precetto pasquale, la chiesa di Santa Maria delle Grazie situata all’interno dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana. L’evento è stato celebrato con una santa messa officiata dal vescovo di Civita Castellana, monsignor Marco Salvi.
Alla celebrazione eucaristica erano presenti numerosi professionisti e operatori sanitari del presidio ospedaliero, rappresentanti dell’amministrazione comunale, tra cui il sindaco Luca Giampieri, la soprintendente Margherita Eichberg e moltissimi cittadini. La chiesa, chiusa al culto dal 1998 a causa di criticità strutturali, torna oggi fruibile grazie agli interventi di consolidamento e miglioramento sismico che stanno interessando buona parte del complesso ospedaliero falisco. Un percorso che non si limita alla messa in sicurezza degli edifici, ma che sta contribuendo anche a restituire spazi significativi sotto il profilo storico, culturale e umano. Presente durante la cerimonia di questa mattina anche una rappresentanza dei Lions Club Civita Castellana Falerii Veteres che, insieme alla Asl di Viterbo e alla Curia, saranno promotori di iniziative volte allo studio, alla promozione e al restauro delle opere presenti all’interno della chiesa, con l’obiettivo di valorizzarne ulteriormente il patrimonio artistico e identitario. La chiesa di Santa Maria delle Grazie rappresenta infatti un bene di grande interesse storico e architettonico. Il nucleo originario risale al periodo medievale e, a partire dal Rinascimento, entrò a far parte del convento di clausura di Santa Chiara, successivamente inglobato nel complesso ospedaliero, completato nella seconda metà degli anni Trenta. L’edificio ha subito diversi interventi nel corso dei secoli: risale al 1529 la denominazione attuale, riportata sul fregio del portale. La struttura è caratterizzata da una navata unica con altare barocco e da quattro cappelle laterali di epoca rinascimentale. “La riapertura della chiesa di Santa Maria delle Grazie – dichiara il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi – rappresenta un momento di grande valore non solo simbolico, ma anche concreto nel percorso di crescita dell’ospedale di Civita Castellana. Stiamo portando avanti un programma articolato di interventi che punta a rendere la struttura sempre più moderna, sicura e accogliente, capace di rispondere ai bisogni sanitari ma anche di mantenere un legame profondo con la comunità”. “Restituire alla cittadinanza questo luogo – aggiunge Bianconi – significa riconoscere l’importanza della dimensione umana e spirituale all’interno dei percorsi di cura. L’ospedale non è soltanto un presidio sanitario, ma uno spazio che vive insieme al territorio, che cresce con esso e che ne custodisce anche la memoria e le tradizioni”. Gli interventi in corso nel presidio Andosilla proseguiranno nei prossimi mesi: entro giugno, infatti, saranno completati i lavori di riorganizzazione e ampliamento delle aree di degenza dei reparti di medicina e chirurgia, contribuendo a migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini. La riapertura della chiesa si inserisce dunque in un disegno più ampio che vede l’ospedale di Civita Castellana al centro di un’importante fase di rilancio, orientata non solo all’innovazione sanitaria, ma anche alla valorizzazione del suo ruolo come presidio vivo, integrato e riconosciuto dalla comunità.

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