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L'ESCALATION

Altra notte di furti: auto smembrate dalla banda delle marmitte

Non c'è pace per i residenti di Cerveteri: Valcanneto l'ultima frazione nel mirino

Marmitte

CERVETERI – Altri colpi notturni. Altre auto smembrate, stavolta a Valcanneto, frazione etrusca. Nella notte ha agito in modo indisturbato la banda delle “marmitte”, ormai una piaga sociale anche sul litorale nord. I ladri hanno spezzato di netto la marmitta delle vetture parcheggiate e poi si sono allontanati in fretta. Il copione è ormai sempre lo stesso: i malviventi entrano in azione nelle ore più buie, individuano le auto parcheggiate lungo le strade o nei pressi di abitazioni e centri sportivi, e in pochi minuti smontano le marmitte catalitiche per poi dileguarsi senza lasciare tracce.

I rispettivi proprietari si sono sfogati inevitabilmente sui social pubblicando anche le immagini dei danni subiti. «Di notte – è la segnalazione di Aurora - mi hanno rubato la marmitta della mia macchina, una Smart, parcheggiata davanti al centro sportivo Village».

La Smart privata della sua marmitta

Da una testimonianza ad un’altra. «Anche a noi nella notte hanno rubato il catalizzatore della Smart in via Boito. Abbiamo regolarmente sporto denuncia ai carabinieri». «Io la parcheggio sempre con la parte posteriore attaccata al muro, visto che già mi è stata rubata, purtroppo non si può fare nulla», è rassegnata Antonella. Ma perché i soliti ignoti cercano di accaparrarsi le marmitte catalitiche? Semplice, contengono metalli preziosi come platino, palladio e soprattutto rodio. Da una sola marmitta rubata, i malfattori possono ricavare fino a 3 grammi di metalli pregiati da rivendere ai compratori dell’elettronica e anche dell’odontoiatria ricavando migliaia di euro.



Sui social network si moltiplicano i post di denuncia, corredati da foto dei danni: tubi tranciati di netto, parti mancanti e vetture inutilizzabili. Il fenomeno sta assumendo contorni sempre più preoccupanti, trasformandosi in una vera e propria emergenza per il litorale nord. I cittadini chiedono maggiori controlli. Non si tratta solo del danno economico – spesso superiore ai mille euro per la sostituzione del pezzo, ma anche del disagio quotidiano per chi si ritrova senza mezzo di trasporto da un giorno all’altro.

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