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IL CASO

Fondi per l'abbattimento delle barriere finiti nei cachet dello spettacolo: è polemica a Santa Marinella

Una inchiesta pubblicata su Roma Today accusa le vecchie amministrazioni

Fondi per l'abbattimento delle barriere finiti nei cachet dello spettacolo: è polemica a Santa Marinella

Barriere architettoniche

Il circolo cittadino di Prc interviene su un dossier pubblicato da RomaToday che parla di fondi per eliminare le barriere architettoniche a Santa Marinella.

“Rifondazione Comunista ribadisce come serva una rottura totale con il sistema precedente e con i tecnici dei copia-incolla – dice il direttivo di Prc in una nota - ciò che emerge dall'inchiesta non è solo cattiva amministrazione, è una vera e propria offesa verso i cittadini con disabilità motoria e visiva. Scopriamo infatti che i fondi destinati alla loro libertà di movimento sarebbero stati stornati per finanziare i cachet di tronisti e personaggi dello spettacolo per l’estate santamarinellese. Questo scandaloso sperpero di denaro pubblico non ha sortito alcun effetto concreto per il rilancio della città, fallendo nel renderla più attrattiva e lasciandola sprofondare nel degrado e nell'inaccessibilità. È il ritratto fedele di una politica che preferisce l'apparenza al diritto, lo spettacolo al bisogno. In una città che aspetta dal 1986 un piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche, le amministrazioni precedenti hanno risposto con anni di inerzia e, peggio ancora, con una resistenza giudiziaria accanita contro chi chiedeva semplicemente il rispetto della legge. Il dossier denuncia, infatti, l'invio al Tar di una determina, utilizzata per rinviare l'esecuzione di quanto imposto. Il responsabile dell'ufficio tecnico ha liquidato la vicenda come un "errore di copia e incolla". "Ma se un tecnico firma digitalmente un documento con codici di gara appartenenti a una pista ciclabile per fingere progressi sull'abbattimento delle barriere, non siamo di fronte a una svista, ma a un sistema di potere che si sente impunibile". Le parole di Daniele Renda sono una ferita aperta: "Vivere a Santa Marinella, per una persona con disabilità, significa vivere in uno stato di apartheid. Una città con le strade sventrate e marciapiedi inaccessibili è una città che esclude, che punisce chi non è produttivo o perfetto secondo i canoni del neoliberismo imperante”.

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