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Tre soccorsi in 48 ore, 123 persone verso Civitavecchia: domani il primo sbarco del 2026

Life Support in arrivo alle 7.30. Tra i migranti soccorsi 26 minori non accompagnati e 20 donne. Macchina dell'accoglienza già in allerta

Tre soccorsi in 48 ore, 123 persone verso Civitavecchia: domani il primo sbarco del 2026

È previsto per domani alle 7.30 l’arrivo della Life Support nel porto di Civitavecchia. A bordo ci sono 123 persone soccorse in tre diverse operazioni in meno di 48 ore, tra cui 26 minori non accompagnati e 20 donne. Per lo scalo cittadino si tratta del primo sbarco del 2026, con la macchina dell’accoglienza che si sta già preparando a gestire l’approdo e le procedure a terra.

L’ultimo intervento è scattato - secondo quanto spiegato in una nota - sabato 14 marzo intorno alle 20, quando la nave di Emergency ha tratto in salvo altre 25 persone che viaggiavano di notte, senza giubbotti salvagente, su un piccolo gommone bianco sovraffollato nella zona Sar maltese. Tra loro ci sono 11 minori non accompagnati. Questo terzo salvataggio si è aggiunto ai due effettuati venerdì 13 marzo, con altre 41 e 57 persone soccorse in acque internazionali della zona Sar libica. In totale, dunque, i naufraghi ora a bordo sono 123.

LA ROTTA

«Il buio ha complicato le attività di ricerca ma, appena individuato questo piccolo gommone sovraffollato, abbiamo iniziato le operazioni di salvataggio», ha spiegato il capomissione Jonathan Nanì La Terra.

«Una volta lì, ci siamo ritrovati davanti venticinque persone pietrificate dalla paura, senza giubbotti salvagente».

E ancora: «Lo staff di EMERGENCY si sta prendendo cura di tutte le persone a bordo costrette a raggiungere un porto molto distante, come quello di Civitavecchia».

Sul fronte cittadino, intanto, si rimette in moto una macchina dell’accoglienza ormai rodata: prefettura, autorità marittima, forze dell’ordine, sanità marittima, Croce Rossa, protezione civile, volontariato e servizi sociali sono attesi a gestire le procedure a terra, come già avvenuto negli ultimi approdi umanitari nello scalo. L’ultimo sbarco risale al 3 dicembre 2025, quando alla banchina 32 arrivò la Aita Mari con 26 persone, tra cui 14 minori. Fu quello il ventesimo sbarco del 2025 nel porto cittadino.

Il nodo più delicato, ancora una volta, riguarda i minori non accompagnati. Anche stavolta, stando alla prassi seguita nei precedenti sbarchi, dovrebbero essere loro a restare in carico ai servizi sociali comunali, mentre gli adulti verrebbero trasferiti nelle strutture individuate dalla prefettura. È già successo negli approdi precedenti e si tratta di un capitolo che il Comune ha messo a bilancio anche negli ultimi anni per far fronte alla gestione dei minori stranieri non accompagnati. Ora la palla passa alla ormai rodata macchina dell’accoglienza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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