Racconti dell'aria
La decisione
10 Marzo 2026 - 22:01
La preservazione del contesto naturalistico è prevalsa sulla produzione di energie rinnovabili. Questa, in estrema sintesi, la motivazione che ha spinto il Tar del Lazio a confermare il no dato, nel maggio scorso, dal ministero dell’Ambiente, al progetto di 18 pale eoliche di oltre 200 metri d’altezza ciascuna tra i comuni di Viterbo e Tuscania.
È stata la società Tuscania San Lorenzo Srl a proporre questa mega struttura che, a regime, avrebbe prodotto fino a 130 megawatt d’elettricità.
Fin dall’inizio si sono opposti a questi progetto eolico faraonico sia le popolazioni locale che le istituzioni perché, come hanno poi confermato le autorità preposte, sarebbe stato definitivamente compromesso tutto l’aspetto del contesto naturale.
Sul territorio di Tuscania sono già tanti i progetti e gli impianti fotovoltaici operativi, che pullulano ancora di più nell’area della Maremma viterbese nel comune di Montalto di Castro.
Il Tar del Lazio ha accolto, sulla scorta della copiosa documentazione già esaminata dal ministero dell’Ambiente, le riserve della Soprintendenza archeologica per l’Etruria meridionale e della Regione Lazio, che ha esplicitato la già ampia presenza di impianti di energia alternativa e la difficoltà di armonizzare 18 torri gigantesche con l’equilibrio e la tutela del paesaggio locale.
Per i giudici amministrativi “l’interesse alla diffusione delle energie rinnovabili non elimina la necessità di un bilanciamento con la tutela del paesaggio”.
Il giudizio negativo del Tar del Lazio, che mette fine al progetto eolico tra Viterbo e Tuscania, nasce dalla contemporanea presa d’atto dell’irreparabile compromissione dell’ambiente naturale con 18 pale eoliche gigantesche e, al tempo stesso, l’assenza di ragionevoli e decisive risposte, da parte della società proponente, su come l’impianto eolico avrebbe evitato queste problematiche.
Si tratta di una battuta d’arresto per un ulteriore impianto di energia a energia pulita nella provincia di Viterbo ma già tanti altri ci sono e stanno affrontando il loro iter amministrativo per le relative autorizzazioni.
Si calcola, in Italia, che circa il 70% degli impianti a energia solare, eolica o fotovoltaica, sia fermo e in attesa delle autorizzazioni.
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