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L’indagine

Braccianti sfruttati, chiesto il rinvio a giudizio per i fratelli Calevi

L’inchiesta era scaturita dalla denuncia di due operai, fissata per il 15 gennaio l’udienza davanti al gup

Braccianti sfruttati, chiesto il rinvio a giudizio per i fratelli Calevi

Si è chiusa con la richiesta di rinvio a giudizio per i fratelli Alberto e Stefano Calevi, da parte del pm Massimiliano Siddi, l’indagine, condotta dai carabinieri, scaturita dalla denuncia di due operai sulle condizioni lavorative dei dipendenti dell’azienda agricola di Castel d’Asso. L’udienza preliminare è stata fissata per il 15 gennaio quando i due fratelli, difesi dagli avvocati Agnese Sciullo e Giuliano Migliorati, compariranno davanti al gup Fiorella Scarpato. Per l’accusa avrebbero sfruttato oltre un centinaio di braccianti sottoponendoli a turni fino a 13 ore, domeniche gratis e ferie non pagate.

A dicembre scorso fu reso noto che i due fratelli erano indagati in concorso per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con l’aggravante dello stato di bisogno delle presunte vittime, di cui avrebbero approfittato senza farsi scrupoli

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