Il fatto
17 Aprile 2025 - 23:08
07 Dicembre 2025 - 22:26
Foglio di via obbligatorio per tutti i 34 attivisti che due notti fa hanno fatto irruzione nel mattatoio Ilco di Acquapendente liberando una ventina di agnelli e bloccato l’area che conduce alla macellazione.
A fare il punto sull’operazione di sgombero e i successivi provvedimenti presi dalle forze dell’ordine, è stato questa mattina il questore Luigi Silipo.
«Gli attivisti hanno fatto resistenza passiva. Siamo intervenuti con cautela e fermezza e nessuno si è fatto male - ha detto il questore - Un plauso alla macchina di intervento, che è stata tempestiva, e a tutti: polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili del fuoco che sono stati fondamentali».
Nei confronti dei partecipanti al blitz, italiani, francesi e tedeschi, lo stesso questore ha firmato il foglio di via obbligatorio dalla tutta la provincia di Viterbo per una durata dai 3 ai 5 anni «a seconda dei precedenti che avevano alcuni di loro». «Un monito importantissimo» lo ha definito Silipo.
Il provvedimento è contestuale alle denunce. Gli attivisti, infatti, una volta portati in questura e nella caserma dei carabinieri di Tuscania, dove sono stati identificati, sono stati denunciati per occupazione di azienda agricola o industriale, resistenza e furto.
Piero Camilli, titolare della Ilco, infatti, ha denunciato a sua volta gli animalisti per aver rubato 21 agnelli.
Gli attivisti, appartenenti al collettivo 269 Libération Animale, sono entrati in azione nella notte tra martedì e mercoledì, vestiti di nero e incappucciati. Hanno liberato gli agnelli che sono stati “presi in carico dagli attivisti, che forniranno loro le cure necessarie e li accompagneranno in santuari dove potranno vivere una vita libera da ogni forma di sfruttamento” come si legge nel documento di rivendicazione del blitz.
I manifestanti hanno quindi occupato fisicamente il cosiddetto “corridoio della morte”, bloccando il sistema di abbattimento e successivamente. Incatenati a tubi e cemento, hanno reso complicate le operazioni di sgombero in cui le forze dell’ordine, uno a uno li hanno accompagnati fuori dall’impianto.
«L’intervento di mercoledì – ha detto ancora il questore Silipo – ci ha visto preparati e all’alba abbiamo diretto tutte le operazioni di sgombero nel momento in cui ci siamo resi conto che non poteva esserci dialogo».
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