Il fatto
05 Maggio 2024 - 00:00
24 Febbraio 2026 - 08:18
Saranno 36mila i viterbesi che martedì dovranno lasciare le proprie abitazioni per consentire agli artificieri dell’Esercito di disinnescare la bomba inesplosa della Seconda guerra mondiale rinvenuta in via Alcide De Gasperi.
Un ordigno di 4.000 libbre, ovvero circa 2.000 kg, appartiene alla categoria delle bombe d’aereo, modello inglese MIK IV, che richiede l’evacuazione di una zona compresa in un chilometro e 400 metri di raggio dal luogo del suo ritrovamento.
Nella giornata di ieri e anche oggi dalle 9 alle 19 in piazza delle Erbe e piazza Crispi ci saranno due i punti informativi per dare tutte le indicazioni.
Intanto Giancarlo Turchetti, segretario della Uil, solleva un problema rispetto alle strade a cavallo tra la zona rossa e la zona esterna.
«Chiediamo al Comune di Viterbo e alla Prefettura di pubblicare l’elenco dettagliato delle vie da evacuare - dice Turchetti - in vista della bonifica della bomba di via De Gasperi prevista per il 7 maggio. Fare riferimento solo alla mappa Google pubblicata online - spiega il segretario della Uil - da un lato rende difficile la lettura per alcune categorie di persone. Dall’altro, tramite la mappa, per quanto riguarda le strade che si trovano a cavallo tra la zona rossa e la zona esterna, non si capisce da quale numero civico le persone devono evacuare. Chi non deve evacuare ha infatti tutto il diritto a restare in casa». Turchetti ricorda che «nel 2007, in occasione dell’ultima evacuazione della città dovuta sempre a un ordigno della seconda guerra mondiale, l’amministrazione comunale pubblicò l’elenco delle vie e per le strade a cavallo tra la zona rossa e quella esterna indicò anche il numero civico da cui iniziava l’evacuazione. Sarebbe opportuno fare la stessa cosa».
A dare il via martedì alle operazioni saranno le sirene ed entro le 9 tutte le abitazioni dovranno essere lasciate. All’interno della zona rossa saranno sospese anche tutte le attività mentre le scuole resteranno chiuse a eccezione di quelle degli ex municipi che saranno regolarmente aperte.
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