A confermarlo anche la dirigenza scolastica: «Mi hanno chiesto una relazione» sulla vicenda
13 Marzo 2024 - 09:00
23 Febbraio 2026 - 21:02
LADISPOLI - C'è anche un'indagine dei carabinieri e della Procura sulla vicenda del bimbo iperattivo prima sospeso e poi non fatto rientrare in classe dopo la decisione del Tar del Lazio. Nel mirino ancora una volta le decisioni prese dalla dirigenza scolastica dell'istituto ladispolano, sospesa da ieri su decisione dell'ufficio scolastico regionale dopo il "caso" balzato agli onori della cronaca nazionale con addirittura l'intervento del ministro Giuseppe Valditara che ha deciso di mandare a scuola gli ispettori per fare luce sull'intera vicenda. Sull'indagine vige il massimo riserbo. «La Procura - ha spiegato la dirigenza scolastica - mi ha già chiamato» ma almeno per ora «non mi è arrivato nessun avviso di garanzia». Gli inquirenti avrebbero chiesto «una relazione» sulla vicenda. La dirigenza è tornata poi a ribadire come «la decisione del tribunale» fosse arrivata «via pec nel pomeriggio di lunedì» con la segreteria che se ne sarebbe accorta «il giorno seguente» e «dopo l’orario di ingresso degli alunni a scuola». «Sarei sciocco - ha incalzato - a non dare seguito a una prescrizione del Tar». E mentre le indagini da parte degli inquirenti proseguono, proseguono anche le visite degli ispettori all'interno del plesso. Venerdì scorso, in prima battuta, era stato ascoltata proprio la dirigenza che aveva fornito la sua versione dei fatti, mostrando anche la documentazione relativa alla situazione dell'alunno. Durante l'ispezione di ieri invece, sono stati ascoltati i genitori del bambino, per ricostruire la dinamica dei fatti; e le insegnantidella classe dove frequenta le lezioni. Un colloquio durato praticamente l’intera mattinata dove le docenti hanno dovuto esporre i fatti fornendo una cronistoria dell’intero anno scolastico. Non si sa se torneranno ancora e, per ovvi motivi di privacy e tutela del minore, le conversazioni resteranno secretate.
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