Ottimo Consiglio
Per la prima volta un’azienda agricola entra a far parte del Fondo per l’ambiente italiano
26 Febbraio 2023 - 02:31
03 Dicembre 2025 - 06:04
GRADOLI – Per la prima volta, un’azienda agricola produttiva entra a far parte dei beni del Fai – Fondo per l’ambiente Italiano: si tratta di Villa Caviciana, una tenuta di oltre 140 ettari estesa tra i comuni di Grotte di Castro e Gradoli, ed è stata presentata ufficialmenteieri l’altro al 27esimo convegno nazionale dei volontari e dei delegati del Fai, intitolato “Curiamo il paesaggio, coltivandolo”, che si tiene per l’occasione a al teatro dell’Unione di Viterbo, fino ad oggi.
Villa Caviciana si estende sulla sponda settentrionale del lago di Bolsena, davanti all’Isola Bisentina con 20 ettari di vigneti, 35 di oliveti e 86 di bosco e pascoli: un pezzo di paesaggio storico rurale tipico della Tuscia, e un’azienda agricola biologica che produce olio, vino e miele. E’ stata fondata nel 1989 da due coniugi di Dusseldorf, cui oggi è intitolata la Fondazione Fritz e Mocca Metzeler, che l’ha donata al Fai perché se ne prenda cura, oggi e per il futuro, preservando e valorizzando questo patrimonio a beneficio della collettività. Il Fai ne ha affidato la gestione a una società di imprenditori agricoli, ma da proprietario seguirà da vicino sia la coltivazione che la produzione, assistito da un Comitato di Garanti. È una nuova impresa per la Fondazione, che ha accolto la donazione perché offre l’occasione di tutelare un paesaggio storico mantenendone la vocazione agricola produttiva. È un modo ancora diverso di assolvere alla sua missione di tutela del patrimonio culturale italiano, di cui il paesaggio è parte fondamentale, come recita l’articolo 9 della Costituzione. «Non diventiamo agricoltori per produrre – afferma il presidente del Fai Marco Magnifico – ma vogliamo dimostrare, attraverso l’esperienza diretta del possedere un’azienda agricola, che per proteggere e valorizzare il paesaggio italiano, che per la maggior parte è rurale, bisogna coltivarlo, e quindi farlo produrre». Villa Caviciana è e sara infatti una vera e propria azienda agricola produttiva: un modello in cui attuare, e da cui promuovere, principî e pratiche di coltivazione tradizionali ma anche innovativi, che siano sostenibili dal punto di vista ecologico, e anche economico. Villa Caviciana è inoltre l’occasione per ampliare il campo d’azione del Fai: dai monumenti e dai giardini storici, da ville, castelli e palazzi, ad un’ampia porzione di paesaggio, che ugualmente ha bisogno di essere restaurato, gestito e valorizzato, e l’agricoltura è l’attività umana che da sempre lo ha modellato e manutenuto, ovvero curato. «Un paesaggio coltivato è un paesaggio presidiato, tutelato e manutenuto, che conserva identità e vitalità, che valorizza l’intreccio tra storia e natura, e che oggi può offrire straordinari benefici alla salute dell’ambiente e alla nostra salute – sostiene Daniela Bruno, vicedirettrice generale Fai per gli affari culturali –. Abbiamo intitolato il prossimo convegno nazionale che si terrà proprio a Viterbo, nel cuore della Tuscia: “Curiamo il paesaggio, coltivandolo”. Vogliamo fare un passo avanti, mostrando al pubblico, istituzioni e cittadini
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