Racconti dell'aria
20 Dicembre 2017 - 18:31
02 Dicembre 2025 - 03:13
di GIULIANA OLZAI
CERVETERI - «Un’udienza molto incisiva e derterminante. I periti hanno dato tutte le spiegazioni circa i tempi e gli orari in merito alla modalità del primo soccorso portato a Marco quella tragica notte. Hanno spiegato tutto nei dettagli e in modo esaustivo. Fa male sentire che Marco si sarebbe potuto salvare anche perché non erano stati toccati gli organi vitali. Un semplice intervento chirurgico avrebbe potuto salvarlo se avessero – riferendosi ai Ciontoli – attivato i soccorsi subito dopo il suo ferimento. In un’ora sarebbe potuto arrivare al pronto soccorso del Policlinico Gemelli, calcolando i tempi di arrivo dell’eliambulanza e dell’ambulanza del 118 che dopo essere arrivata a casa Ciontoli sarebbe poi rientrata al punto di primo intervento (Pit) di Ladispoli. E’ stato anche spiegato che di giorno l’eliambulanza può anche atterrare in prossimità del luogo dove succede il fatto, di notte, invece, solo su delle piste illuminate e in questo caso il Pit presentava le caratteristiche necessarie. Quindi i periti sostengono che le probabilità di sopravvivenza di mio figlio erano elevate. Mi sono sentita toccata nel profondo quando hanno detto che Marco era un ragazzo molto forte e che il fatto che sia sopravvissuto per diverse ore ne fa un caso clinico particolare e unico».
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