Milano, 30 set. (Adnkronos) - L'attività di bagarinaggio è quella dove gli arrestati della curva Nord hanno calcolato di trarre i più "ingenti profitti illeciti" e un'occasione ghiotta è la finale di Champions dello scorso anno quando il direttivo è pronto ad aggiungere un "ulteriore ricarico di almeno 200 euro" sul prezzo di 600 euro di ogni biglietto. Di fronte a una disponibilità di 'soli' 800 tagliandi per la curva, c'è la reazione di Marco Ferdico (tra i 19 arrestati), il quale non esita ad esternare forti pressioni sul responsabile della tifoseria nominato dall'Inter, su giornalisti, "su vecchi calciatori (Materazzi, Zanetti-dirigente Inter), sull’allenatore (Inzaghi) chiedendo la ratio della scelta societaria e minacciando la possibilità che il tifo organizzato da lui rappresentato, la Curva Nord, potesse decidere di non presenziare e non tifare la squadra, ventilando l’ulteriore eventualità che questo potesse accadere non solo alla finale di Champions ma anche a quella di Coppa Italia che si sarebbe disputata da lì a pochi giorni". All’esito di questo 'braccio di ferro' vengono concessi 1.500 biglietti, "a patto che i tifosi - si legge nell'ordinanza firmata dal gip Domenico Santoro - non avessero proseguito con la contrapposizione alla società mediante comunicati stampa o quant’altro". Il 6 giugno del 2023 Marco Ferdico va a casa di Antonio Bellocco per discutere delle divisioni delle quote degli introiti derivanti dagli affari delle Curva Nord e l’argomento cardine della conversazione è la spartizione dei guadagni tra i membri del direttivo: "Allora...stagione calcistica: 265 mila (euro) fatti, puliti! 5000 euro gliel'ho dati a Debora (Turiello) per tutto il lavoro che ha fatto, perché hanno speso di stampanti, di cose...". Quindi Ferdico spiega a Bellocco, nel dettaglio, "come avrebbero suddiviso i 260 mila euro, costituenti l’avanzo degli incassi della stagione (al netto di quelli correlabili alla Champions League)". Il dato "più rilevante" dell’intera conversazione, a dire del gip Santoro, è "il potere decisionale evidenziato nella circostanza da Bellocco: difatti, Marco Ferdico, per fare questi conteggi si è recato presso l’abitazione del condannato per associazione mafiosa e ha tenuto debitamente in considerazione ogni sua esigenza e ogni suo rilievo nella suddivisione degli introiti".
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