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CIVITAVECCHIA – «Se il Comune riteneva che l’interesse pubblico sotteso all’attuazione del PIP dovesse ritenersi prevalente, avrebbe dovuto tempestivamente impugnare l’autorizzazione unica. In assenza di una tale impugnazione non può contestare la mancata attuazione del programma originario». È la frase estrapolata dalla sentenza del Consiglio di Stato che, secondo il Partico democratico, riassume e spiega in modo esplicito quanto avvenuto in questi anni.
«L’autorizzazione unica per l’impianto di biometano è stata rilasciata il 12 ottobre 2022 ed è mai stata impugnata dal Comune – spiegano dal circolo cittadino – da quel momento ha prodotto variante urbanistica e ha superato il PIP. Pareri contrari e dichiarazioni politiche non producono effetti giuridici: l’unico strumento era l’impugnazione, che non è stata presentata. Tutto ciò che è venuto dopo – variante al PRG e dichiarazione di decadenza nel 2023 – è stato giudicato tardivo e illegittimo». Secondo il Pd, quindi, il risultato di oggi e, di conseguenza, le responsabilità, «stanno quindi nella mancata impugnazione del 2022. Il Partito Democratico di Civitavecchia, che già nel 2022 si espresse contro l’impianto – hanno concluso - chiede che il confronto resti sui fatti e sulle sentenze. Ogni altra lettura è propaganda».





