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Pro Vita e Famiglia lancia a Santa Marinella la campagna contro la "cancellazione" delle donne

Lo scopo è quello di denunciare il riconoscimento delle donne trans e le politiche di self‑id come presunte minacce agli spazi e ai diritti femminili

Pro Vita e Famiglia lancia a Santa Marinella la campagna contro la "cancellazione" delle donne

SANTA MARINELLA – Da ieri, è partita la campagna di affissioni di Pro Vita e Famiglia, contro la cancellazione delle donne. “Siamo arrivati all’assurdo, dover spiegare che cos’è una donna. Per questo, con una campagna di affissioni partita in tutta Italia, ribadiamo l’ovvio la donna è una persona adulta di sesso femminile”. A dirlo è il referente territoriale di Pro Vita e Famiglia, nel presentare la nuova campagna di manifesti promossa dall’associazione e partita nei giorni scorsi a Roma e in altre città italiane. “Il diritto più elementare delle donne è diventato non vedersi cancellare da ideologie che negano l’evidenza e che causano, a cascata, la venuta meno di tutti gli altri diritti e tutele – spiega il referente - lo vediamo nei continui attacchi ai danni delle donne da chi si autoproclama loro difensore, dalle transfemministe alle lobby Lgbt fino ai palazzi delle istituzioni. Lo conferma l’ultimo agghiacciante documento approvato lo scorso 12 febbraio dal parlamento europeo, che impone il riconoscimento delle “donne trans” come donne, in vista della commissione dell’Onu sulla condizione delle donne. Oppure i tentativi dell'agenda woke Lgbt di decostruire il concetto stesso di donna, fino alla propaganda gender fluid, del cosiddetto self-id e della carriera alias nelle scuole e nelle pubbliche amministrazioni. La conseguenza è la martellante invasione di spazi riservati: bagni, spogliatoi, competizioni sportive e persino la sicurezza nelle carceri”.

 

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