25 Febbraio 2026 - 13:03
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(Adnkronos) - Un altro provvedimento contro i colossi del delivery. Il pubblico ministero di Milano Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Deliveroo Italy, la società di consegna a domicilio. L'accusa rivolta alla srl e all'amministratore unico è di impiegare manodopera "in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori". Dunque, un mese dopo la misura chiesta dalla stessa Procura per Foodinho-Glovo (40.000 rider) arriva il medesimo provvedimento d'urgenza per Deliveroo Italy srl.
In particolare, si legge nel provvedimento in cui sono riportate 50 testimonianze, sarebbe stata corrisposta ai rider, "in stato di bisogno e operanti sul territorio milanese e nazionale (rispettivamente pari a circa 3.000 e 20.000 lavoratori), una retribuzione in alcuni casi inferiore fino a circa il 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva".
Una somma che "non è proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire una esistenza libera e dignitosa (articolo 36 della Costituzione) e palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale".
Dalle dichiarazioni dei rider, raccolte dagli investigatori, emerge un quadro sostanzialmente omogeneo, nel quale l'attività lavorativa "non si presenta come una libera organizzazione di servizi di trasporto, bensì come l'esecuzione di singole consegne interamente incardinate nella piattaforma digitale Deliveroo". Uno dei ciclofattorini spiega di lavorare "anche 9 ore giornaliere, effettuando un numero variabile di consegne. Il compenso per consegna è stato indicato tra 3 e 5 euro, determinato dall'app in base ai chilometri percorsi". C'è chi percorre 50 chilometri e chi fa "150 chilometri giornalieri e circa dieci consegne al giorno" e la sua posizione "è visibile alla società tramite Gps". La media mensile che emerge dai racconti è di 500-700 euro come paga.
Un rider svela "di effettuare mediamente 10-15 consegne al giorno, con compenso intorno ai 4 euro a consegna" e chi ancora "indica una media di 10 consegne giornaliere e un compenso di circa 3,75 euro per consegna" e chi spiega meglio il meccanismo di paga con "un compenso intorno ai 3,77 euro per consegna, stabilito dall'app entro i 3 chilometri che diventano 4,50 oltre i 5 chilometri".
Il pubblico ministero di Milano - dopo aver disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Deliveroo Italy - ha chiesto la consegna di documenti a Carrefour, Esselunga, Crai Secom, Mc Donald's Italia srl, Poke House, Burger king restaurants Italia e Kfc (Original bucket srl) poiché le sette società si avvalgono degli stessi rider per effettuare le consegne.
Per la Procura "è necessario, allo stato, vagliare i modelli organizzativi delle seguenti società al fine di verificare la idoneità di tali modelli ad impedire la commissione del reato di cui all'articolo 603 bis del codice penale" che punisce l'intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro. La documentazione che dovrà essere fornita ai carabinieri del Nucleo Tutela Lavoro prevede, tra l'altro, l'organigramma aziendale, i sistemi di controllo interni, il modello di organizzazione, documentazione relativa all'attività di formazione e le risultanze delle attività di audit.
"Deliveroo sta esaminando la documentazione ricevuta dalle autorità e la società sta collaborando alle indagini". E' la nota con cui la società di consegna commenta la decisione del pubblico ministero di Milano Storari.
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