Roma, 23 feb. (Adnkronos) - in uno scenario di riduzione dei 'rischi al ribasso' per l'economia italiana Oxford Economics ha rivisto al rialzo la stima sul Pil italiano per il 2026, che adesso è a +0,8%, stesso dato previsto per l'anno successivo. In una analisi, l'osservatorio londinese segnala comunque come il quadro generale non è cambiato e nei prossimi anni e "l'economia italiana crescerà in linea con il suo potenziale". A favore della crescita italiana, spiega Oxford Economics , gioca “una maggiore stabilità politica, il consolidamento fiscale e bilanci più solidi”. Il Pil italiano - si sottolinea - è stato leggermente migliore del previsto nel quarto trimestre con una crescita dello 0,3. "Non disponiamo ancora della composizione completa, ma è probabile che sia gli investimenti che i consumi siano stati relativamente robusti. Per contro, il commercio netto è stato negativo nel trimestre", si evidenza nella analisi. Le indagini mensili suggeriscono che quest'anno l'economia italiana ha continuato a crescere, "ma il quadro è piuttosto contrastante", precisa l'Istituto. L'indicatore di fiducia delle imprese Istat è aumentato grazie alla ripresa dei servizi, mentre gli indici Pmi sono stati più moderati. I mercati sembrano fidarsi dell'impegno del governo per il consolidamento fiscale, dato che lo spread tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi ha raggiunto il minimo pluriennale. Tuttavia, il peso del Superbonus continuerà a gravare sul debito italiano nei prossimi anni: Oxford Economics stima che rimarrà al di sopra del 135% del PIL fino alla fine di questo decennio. Inoltre, si aggiunge, gli ultimi dati suggeriscono che il saldo di bilancio dello scorso anno potrebbe essere stato leggermente peggiore di quanto previsto qualche mese fa, con un deficit appena al di sopra del 3% del PIL. Dall’analisi si evidenzia che l'inflazione è stata dell'1,5% lo scorso anno e “prevediamo una media dell'1,7% quest'anno”, precisa l’Istituto, aggiungendo che “l'inflazione dei beni energetici è destinata a diminuire marginalmente quest'anno" con un dato sull'inflazione di fondo visto in stabilizzazione appena al di sotto del 2%”. “Questo livello di inflazione contenuto, a fronte di un aumento del reddito nominale di circa il 3,5%, suggerisce un aumento del reddito reale, il che dovrebbe sostenere una crescita dei consumi privati di circa l'1%”, spiega Oxford Economics. "Consideriamo i consumi privati il principale motore delle nostre previsioni, supportati anche da prospettive migliori del previsto per gli investimenti non residenziali. Al contrario, il commercio rappresenterà un freno marginale alla crescita", sottolinea Nicola Nobile, Chief Economic Manager per l'Italia, commentando i dati.
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