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L'abbandono

Via di Ceri chiusa da quasi due anni: il crollo dimenticato

Dopo lo smottamento della rupe gli interventi sono ancora fermi al palo

Frana di Ceri

CERVETERI – È il 3 ottobre 2024 quando dei massi si staccano dalla parete tufacea e crollano a valle sotto i colpi della pioggia. Si rischia la tragedia in via di Ceri, nell’omonima frazione di Cerveteri, ma per fortuna nessun automobilista si trova a passare da lì in quel momento.

Da quel giorno però la strada è ancora impercorribile con gravi disagi per i residenti.

Passano i mesi, ormai si è in vista dei due anni ma nessun passo in avanti sostanziale è stato registrato. L’iter è fermo e questo immobilismo istituzionale non lascia presagire nulla di buono per il futuro nonostante le sollecitazioni delle forze di opposizione nei vari consigli comunali al Granarone.

Nella primavera del 2025 l’amministrazione guidata da Elena Gubetti aveva promesso quantomeno di valutare l’ipotesi di posizionare delle reti di contenimento per evitare nuovi crolli in via di Ceri e riaprire così almeno una corsia di marcia. A distanza di quasi un anno tutto è così com’è.

E c’è un grande rebus da risolvere. La strada è pubblica ma lo smottamento è avvenuto su un terreno privato con i massi che sono rotolati fino alla carreggiata. In base ad un sopralluogo del geologo incaricato dalla Sovrintendenza, era stata confermata la gravità del dissesto idrogeologico con 300 metri di roccia definiti «instabili».

La cifra stimata inizialmente per avviare il cantiere di messa in sicurezza era vicina ai 2 milioni di euro ma è probabile che si arrivi al doppio ipotizzando dei futuri lavori in corso d’opera. Solo che nessuno, finora, ha messo in preventivo dei soldi per sistemare la parete, né la Regione, sollecitata dalla stessa sindaca, né tantomeno il Comune.

Uno dei vari sopralluoghi effettuati su via di Ceri

L’altro rischio è che a furia di utilizzare tutte le altre arterie limitrofe anche da mezzi pesanti possano deteriorarsi con il passare del tempo. I cittadini ma anche gli autisti dei camion effettuano percorsi alternativi allungando il tragitto e percorrendo via Fucecchio e via San Sebastiano, aree che stanno diventando sempre più sconnesse.

Sono penalizzati gli abitanti ma anche gli turisti che vogliono raggiungere l’antico Borgo, uno dei siti più affascinanti del Lazio, e i frantoi oleari presenti a Ceri che ha già pagato un conto salatissimo nel 2016 quando una tromba d’aria spazzò via l’intera pineta con alberi monumentali sradicati dalle forze raffiche superiori ai 100 chilometri orari.

E scenari analoghi di parziali crolli si stanno verificando anche nei sentieri naturalistici delle Cascatelle. Una situazione di pericolo soprattutto per gli amanti del trekking e delle lunghe passeggiate. Anche in questo caso si tratta di zone private e la giunta comunale ha già ribadito nei mesi scorsi di non aver alcuna intenzione di mettere sul piatto fondi propri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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