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Biodigestore, dal sit-in al consiglio comunale: il fronte del no chiede impegni precisi e nessuna ambiguità

Civitavecchia c'è ricorda le tappe della battaglia contro il "mostro" e punta il dito contro i responsabili invitando la cittadinanza all'appuntamento all'Aula Pucci

Biodigestore, dal sit-in al consiglio comunale: il fronte del no chiede impegni precisi e nessuna ambiguità

Biodigestore, dal sit-in davanti al Teatro Traiano il fronte del no prova a spostare la partita nelle sedi istituzionali. Dopo una mobilitazione che Civitavecchia C’è definisce di «ottima partecipazione», l’associazione indica già il prossimo passaggio: il consiglio comunale aperto convocato per mercoledì alle 15.30, dove chiede che si arrivi a «impegni precisi» nei confronti di Comune, Regione Lazio e Città Metropolitana.

Nel comunicato diffuso al termine del presidio, l’associazione rivendica un messaggio politico senza sfumature: «Tutti i presenti che hanno preso la parola, si sono pronunciati per un diniego netto, senza se e senza ma». Da qui la richiesta di non lasciare più margini di ambiguità. «Ora le richieste, le proteste debbono essere portate a livello istituzionale» e «ciascuno per quanto di sua competenza deve assumersi le proprie responsabilità: a nessuno deve essere data la possibilità di poter dire di “non sapere”».

Il documento ricostruisce poi il percorso dello scontro aperto nel 2022. Civitavecchia C’è richiama «cortei, manifestazioni di diverso tipo» e soprattutto la raccolta di 4813 firme dei cittadini consegnate alla Regione Lazio, oltre al ricorso presentato dall’allora amministrazione comunale guidata da Tedesco al Tar, che però «ci ha visti sconfitti». L’associazione punta il dito anche contro gli enti che, a suo dire, hanno sostenuto l’iter autorizzativo dell’impianto: «A favore del biodigestore si schierarono la Regione a guida Zingaretti» e «la Città Metropolitana, con Sindaco Roberto Gualtieri, con il suo parere favorevole».

Secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato, il via libera del Tar è stato seguito dal ricorso al Consiglio di Stato promosso dall’attuale amministrazione, ma «pur cambiando avvocato, non cambia l’esito negativo». L’ultimo passaggio, sempre stando a quanto sostiene l’associazione, riguarda la richiesta della proprietà di ottenere un allungamento dei tempi per la costruzione, proroga che sarebbe stata concessa automaticamente dalla Città Metropolitana e non ancora dalla Regione Lazio.

Nel testo, il no al biodigestore viene inserito in un quadro più ampio di pressione ambientale sul territorio. L’obiettivo dichiarato è «non far fare questo “mostro” e difenderci permanentemente dalle tante forme di inquinamento». Per questo, scrive ancora Civitavecchia C’è, bisogna «difendere le nostre ragioni, uniti, andando oltre l’appartenenza politica». La prossima tappa è già indicata: mercoledì alle 15.30 in consiglio comunale, dove il fronte del no chiederà che la protesta si traduca in atti e prese di posizione formali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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