Mercoledì incontro pubblico dove verranno illustrate le novità tra cui il patto di accreditamente con sette cooperative
13 Aprile 2025 - 10:00
26 Febbraio 2026 - 09:26
CERVETERI – «Sarà un cambiamento straordinario per il nostro territorio». Ne è convinta la sindaca, Elena Gubetti, riguardo alla nascita di un consorzio nella gestione dei servizi sociali. E per l’occasione, mercoledì prossimo, si svolgerà un incontro pubblico in sala Ruspoli. Giunta che sta andando nella direzione del rafforzamento di un settore problematico e che, giorni fa, ha annunciato pure l’innesto di sette dipendenti pronti a rafforzare l’ufficio con i fondi del Ministero. La formazione del consorzio andrebbe a migliorare la qualità nei servizi offerti ai cittadini. Assistenza alle persone in stato di disagio economico, alle disabilità e disabilità gravissime, alla gestione di bonus e agevolazioni e di situazioni emergenziali e ben più complesse, come quelle in cui sono coinvolti minori. «Si tratta di una grande opportunità – ribadisce Gubetti - che pone l’attenzione a 360 gradi su problematiche sociali sempre più complesse e sensibili, da affrontare con strumenti mirati e specifici. Con questo nuovo passo in avanti rafforzeremo la cooperazione sul territorio e offriremo risposte più efficaci agli utenti». Il Granarone vuole intercettare per poi utilizzare al meglio le risorse disponibili a livello regionale, nazionale ed europeo. L’obiettivo è quello di dare vita a una vera innovazione nei servizi socio-assistenziali, grazie soprattutto alla visione condivisa tra le varie amministrazioni comunali. All'evento, previsto per le 16, oltre ai rappresentanti delle amministrazioni di Cerveteri e Ladispoli saranno presenti per testimoniare l'esperienza di chi già ha fatto il passaggio al consorzio, il sindaco di Castelnuovo di Porto, Riccardo Travaglini, che porterà la sua testimonianza come amministratore all'interno del consorzio Valle del Tevere e Federico Conte, esperto in modelli consortili per i servizi alla persona. Infine non meno importante il patto di accreditamento con sette cooperative sociali. «Uno strumento – conclude Gubetti - attraverso cui l’ente pubblico riconosce formalmente soggetti qualificati come idonei a fornire servizi di assistenza domiciliare. Un atto importante, che non solo definisce criteri stringenti per l’accesso al sistema, ma soprattutto mette al centro l’utente, riconoscendogli il diritto di scegliere liberamente da chi ricevere il servizi».
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