A lanciare l’allarme il gruppo Udi Nilde Iotti dopo i dati raccolti nei centri antiviolenza del territorio
19 Maggio 2024 - 10:00
24 Febbraio 2026 - 10:14
LADISPOLI - Sono almeno tre le giovani che si sono rivolte al centro antiviolenza denunciando di essere state vittime della droga dello stupro. A lanciare l'allarme, sul territorio tra Ladispoli e Cerveteri, è stato il gruppo Udi Nilde Iotti. Secondo i dati in possesso dei centri, in particolar modo quello etrusco, le vittime sarebbero soprattutto giovani donne cadute nella trappola durante qualche serata trascorsa nei locali della Capitale e del litorale. Un dato allarmante tanto che il gruppo Udi Nilde Iotti ha deciso di denunciare la situazione di pericolo pubblicamente per cercare di mettere in guardia le potenziali vittime. «Si parla di "droga dello stupro": il GHB - spiegano - conosciuto anche come “ecstasi liquida”». La sostanza «si presenta come un liquido denso, senza colore né sapore; una specie di sciroppo, contenuto in bottigliette di plastica, ma anche come polvere bianca da sciogliere in un liquido o come pastiglia. È nel commercio legale come anestetico chirurgico o antidolorifico ma è diffuso anche illegalmente e i sequestri operati dalle forze dell’ordine di questa ed altre sostanze si sono moltiplicati in tutta Italia. Il GHB ha potere sedativo e ipnotico e per questo viene utilizzato per intontire le ragazze prima delle violenze sessuali: gli effetti durano alcune ore in base alla quantità ingerita. La vittima avverte i sintomi di un’ubriacatezza molto intensa, poi sviene e perde coscienza. Le droghe da stupro sono utilizzate per alterare le capacità psichiche di una persona e possono venire assunte senza che la vittima se ne renda conto, si possono facilmente aggiungere a bevande o cibo o inoculare tramite iniezioni alle spalle in luoghi affollati (ricordiamo che queste sono droghe incolori, inodori ed insapori). Noi del gruppo Udi “Nilde Iotti" - proseguono ancora - riteniamo che l’informazione in questi casi sia fondamentale e confrontandoci con le operatrici attive nella prevenzione e contrasto alla violenza di genere, ci siamo rese conto che se ne sa poco o niente di questo fenomeno. Nel nostro territorio esistono dei luoghi dove le donne possono rivolgersi per avere informazioni o chiarire dei dubbi o avere supporto: sono i Consultori di Ladispoli e Cerveteri, il Centro antiviolenza di Cerveteri “Le farfalle“, lo sportello antiviolenza presso la Casa della salute. Aspettiamo da anni l’istituzione del Servizio per le dipendenze delle Asl che potrebbe essere un altro luogo deputato all’ascolto, all’accoglienza e al supporto. È importante una diffusa campagna informativa e noi dell’UDI intendiamo fare la nostra parte, ma soprattutto le istituzioni debbono amplificare i nostri messaggi ed attuare strategie di prevenzione nelle scuole e nei territori».
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