Il tradizionale evento ha sempre meno appeal e gli operatori mercatali la disertano. Presenze a macchia di leopardo, il Comune rimodula gli stalli per cercare di minimizzare le aree vuote
La Fiera dell’Annunziata, la manifestazione del 25 marzo che da secoli si perpetua a Viterbo, mostra anno dopo anno segnali di crisi profonda. Già prima in leggero affanno, l’evento, a causa del periodo del Covid che ha determinato molte cessazioni di attività tra gli ambulanti e dei conseguenti cambiamenti nelle modalità di acquisto, ha subito una sonora bastonata e nonostante sia passato del tempo non sembra più in grado di recuperare lo smalto e l’appeal precedenti. E continua a perdere pezzi. Diminuisce il numero degli ambulanti e calano le richieste per gli spazi in cui allestire le bancarelle. Quella che prima era una delle due più importanti fiere annuali - l’altra è quella di Santa Rosa del 4 settembre - che si snodava su un percorso che attraversava tutto il centro città, da porta Romana a porta Fiorentina, ora si sta riducendo sempre di più e rischia di assumere le dimensioni di un mercato.
Certamente più estese di quello settimanale del sabato, ma con poco da spartire con quelle che ci si aspetta nel caso di una fiera. Negli ultimi anni all’appello mancano soprattutto i banchi degli operatori provenienti dalle regioni vicine: Toscana e Umbria in testa. Una tendenza difficile da contrastare e il Comune, per evitare la sgradevole visione di tanti spazi vuoti e di una manifestazione troppo frammentata, corre ai ripari rimodulando l’area di esposizione e facendo “traslocare” diverse bancarelle per raggrupparle in zone più circoscritte. La problematica sempre più evidente dell’assenza di operatori è confermata anche nella delibera con cui la giunta “armonizza e riorganizza” il percorso della manifestazione. Sottolineando le vie e le piazze in cui tale fenomeno è più palese: in via Garibaldi, dove attualmente sono rimasti attivi solo 4 banchi; in piazza Martiri d’Ungheria dove sono attive solo 34 bancarelle e in piazza San Faustino dove ne sono rimaste solo 3. Inoltre in alcune zone del tracciato tradizionale esistono anche altri fattori che precludono il posizionamento dei banchi, come in piazza Fontana Grande dove insiste ancora un cantiere che parzialmente va ad occupare le aree destinate ai posteggi e in piazza del Comune dove lo spazio utile è ridotto dalla presenza delle fioriere che delimitano la corsia stradale. Inoltre il parcheggio del Sacrario sarà completamente libero dalle bancarelle per favorire l’accesso alla fiera. Per quanto riguarda i “traslochi”: gli operatori solitamente posizionati in via Garibaldi e in piazza Fontana Grande saranno ospitati negli spazi liberi di via Cavour e quelli di piazza Martiri d’Ungheria e piazza del Comune in quelli vuoti tra via Ascenzi e piazza della Rocca. Infine le aree di via Garibaldi, piazza Fontana Grande, parte di via Cavour e piazza San Faustino sono destinate a ospitare un distinto mercato straordinario. Quindi il tracciato rimodulato della fiera, “approvato in via sperimentale e temporanea”, si snoderà su parte di via Cavour, su ambo i lati di via Ascenzi, su piazza dei Caduti nel primo tratto di piazza Martiri d’Ungheria sul lato della pensilina, largo Benedetto Croce, via Marconi, piazza Verdi, via Fratelli Rosselli, via Matteotti, piazza della Rocca, via Amendola e via San Faustino.
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