Il fatto
05 Aprile 2025 - 07:00
26 Febbraio 2026 - 08:22
«Per la prima volta stiamo dando la possibilità a Viterbo di inventarsi».
Il vicesindaco e assessore Alfonso Antoniozzi sintetizza in questa frase l’intento alla base dell’open call, primo tassello del percorso che deve portare la città verso la candidatura a capitale europea della cultura 2033. Un percorso che, a prescindere dall'esito, per la sindaca Chiara Frontini «è già un grandissimo risultato in una città che ha sempre avuto difficoltà a fare rete».
Perché tra gli elementi messi in evidenza dalla commissione europea per la candidatura è sottolineata «l’importanza della condivisione con il tessuto cittadino. La cultura crea ponti».
Da qui la decisione di una open call «aperta a tutte le realtà sociali, economiche e culturali per creare un percorso che è già massimamente condiviso tra le istituzioni, con Regione, Provincia, Soprintendenza e Diocesi. E si iniziano a vedere i primi passi pratici» afferma la prima cittadina. Che poi tiene a evidenziare che l'amministrazione «è partita in anticipo, non è ancora uscita l’open call dell’Unione europea. Ma comunque intendiamo accelerare sul processo che è lungo e complesso e di cui si sta occupando da fine settembre l'assessore Antoniozzi». E il vicesindaco, con delega alla candidatura a capitale europea della cultura, si riallaccia al tema della condivisione.
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