Il caso
25 Gennaio 2025 - 23:39
25 Febbraio 2026 - 23:08
Salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini. Questi gli obiettivi dell’Università Agraria di Tarquinia, sempre in prima fila contro il progetto del deposito di scorie nucleari. Giovedì pomeriggio, il consigliere Silvano Olmi, su delega del Presidente dell’Ente Alberto Riglietti, ha partecipato alla riunione convocata dal presidente Alessandro Romoli nella sala del consiglio provinciale di Viterbo.
«Ringrazio il presidente della Provincia e i sindaci di avermi consentito di esporre le proposte dell’Università Agraria di Tarquinia – dichiara Silvano Olmi – che è un ente rappresentativo dei cittadini tarquiniesi e viene posto dalla legge nazionale come baluardo nella difesa dell’ambiente e del paesaggio. I rifiuti nucleari vanno tombati nei luoghi di produzione utilizzando piccoli depositi e non con un impianto calato dall’alto e che avrà un’ampiezza di 25 campi di calcio. La Tuscia e Tarquinia – conclude Olmi, che opera in stretto contatto con il delegato all’ambiente Alessandro Sacripanti – sono già gravate da servitù di varia natura, come quelle militari ed energetiche. Non ci possiamo permettere un’altra bomba ecologica, la salute dei cittadini deve essere salvaguardata».
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