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TARQUINIA - «La benedizione del signore è incipit della sua custodia, protezione, accompagnamento e incoraggiamento». Con queste parole il vescovo Gianrico Ruzza ha aperto la riflessione durante la celebrazione eucaristica con il canto del Te Deum che, la sera del 31 dicembre, ha presieduto nella chiesa di San Francesco a Tarquinia. Al centro dell'omelia, il tema della benedizione è stato il filo conduttore per interpretare l'anno appena trascorso e tracciare la rotta per il futuro delle diocesi unite di Civitavecchia-Tarquinia e Porto-Santa Rufina.
La teologia della benedizione e la tenerezza
Per il presule, la benedizione non è un semplice rito, ma la manifestazione della gloria di Dio che si prende cura del Suo popolo. «Dio benedice sempre», ha ricordato Ruzza, sottolineando come questo atto divino faccia rinascere nell'uomo la «tenerezza». Proprio la tenerezza è stata indicata come l'elemento distintivo dell'umano rispetto alla tecnologia: citando il dibattito sull’intelligenza artificiale, il Presule ha ribadito che, a differenza dei robot, solo l'uomo può offrire carezze e vicinanza davanti alle miserie del mondo.
Il 2025 anno di grandi cambiamenti
Il rendimento di grazie ha toccato i momenti salienti della vita ecclesiale dell'ultimo anno. Il 2025 è stato un anno di passaggio storico, segnato «dall'ingresso in Paradiso di Papa Francesco e dall'elezione a successore di Pietro di Papa Leone XIV». A livello locale, nelle due diocesi unite, il Vescovo ha ricordato con emozione il pellegrinaggio giubilare interdiocesano del 18 gennaio e la conclusione del cammino sinodale della Chiesa italiana. Grande gratitudine è stata espressa per i doni del ministero: l'ordinazione sacerdotale di don Stefano Nisi, la nomina di nuovi diaconi permanenti e la consacrazione di tre donne nell'ordo virginum.
Le priorità per il 2026: educazione, impegno civile e slancio missionario
Guardando al nuovo anno, monsignor Ruzza ha indicato l'educazione e la formazione come le «priorità che abbiamo dinanzi come orizzonte immediato». In questo contesto, assume un ruolo centrale il nuovo percorso di iniziazione cristiana "Generare alla fede" e il rinnovato lavoro della pastorale giovanile. Fondamentale rimane l'attenzione alla dimensione sociale, che si concretizza attraverso il lavoro della Caritas e della Pastorale sociale e del lavoro. Un pilastro per il nuovo anno sarà la scuola di formazione all'impegno sociopolitico «Custodi del futuro», affiancata da iniziative per l'ambiente come il villaggio «Laudato sì». L'anno che si apre sarà inoltre caratterizzato da un forte slancio missionario. Il presule ha annunciato che da gennaio inizierà un percorso itinerante, con la sua visita pastorale, tra le parrocchie di entrambe le diocesi. L'obiettivo è trasformare la fede in annuncio concreto, affinché la comunità cristiana sia protagonista di un «patrimonio pedagogico ineguagliabile» messo al servizio della società civile.
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