il caso
13 Luglio 2024 - 16:40
24 Febbraio 2026 - 18:22
CIVITAVECCHIA – «La lettera inviata da Enel al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica non può rimanere senza risposta».
Inizia così una nota del Partito democratico locale che interviene all'indomani del caso esploso dopo la richiesta della messa fuori servizio della Centrale termoelettrica di Torrevaldaliga Nord di Civitavecchia.
Enel chiede di chiudere definitivamente Tvn e anticipa i tempi«Non si tratta – continuano i dem – evidentemente solo di articolare doverose prese di posizione sulla stampa e sui media. Riteniamo si debba, nel breve periodo, rilanciare l’alleanza che nei mesi scorsi si era costituita tra Comune e parti sociali, con il coinvolgimento di Regione e Governo, allo scopo di confermare un orizzonte condiviso e una netta visione di città. Non si può consentire che passi una strategia che, in piena consapevolezza o meno, di fatto punta a strangolare la città sul piano occupazionale ed economico al fine di veicolare e favorire qualunque tipo di idea progettuale. Siamo parte di una coalizione che si è presentata ai cittadini con un chiaro programma che certamente non sarà disatteso. È nostra ferma opinione – tuonano – che la chiusura della centrale di Torre Valdaliga Nord non possa essere in alcun modo differita oltre il 2025, ma i tempi della sua dismissione devono essere concordati. Non è accettabile che si prefiguri, da parte di Enel, una interruzione totale del servizio in modo improvviso e unilaterale, senza aver condiviso un programma di attività che si faccia carico delle questioni della occupazione diretta e indotta».
Il Circolo del Partito Democratico si rende «disponibile a sostenere tutte le iniziative che verranno intraprese per sostenere un quadro programmatico che vuole tutelare l’ambiente e al tempo stesso offrire concrete e credibili alternative imprenditoriali e occupazionali. Dentro questo contesto, certamente, non potranno trovare spazio progetti che sostituiscono l’impatto ambientale costituito dal carbone con la combustione di rifiuti o altre soluzioni che non prendono in considerazione la scelta compiuta e irrinunciabile di un percorso virtuoso che porti la città, con le opportune gradualità, ad uscire – concludono – da spirali perverse di produzione di energia o altre attività che, dipendenti dai fossili, non abbiamo al centro la compatibilità ambientale».
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