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TOLFA - Mentre fervono i preparativi per Tolfa Jazz 2026, la rassegna musicale estiva che ogni anno anima il borgo di Tolfa trasformandolo in un palcoscenico a cielo aperto, il presidente Egidio Marcari e il direttore artistico Alessio Ligi invitano a ricordare non solo l’imminente programma dell’edizione che verrà, ma anche la storia, l’identità e l’anima profonda di quello che è ormai uno degli appuntamenti jazz più attesi dell’estate italiana.
Nato nei primi anni Dieci con l’obiettivo di portare grande musica in uno dei centri più suggestivi dei Monti della Tolfa, il Tolfa Jazz si è imposto fin dalle prime edizioni come evento di riferimento per la cultura jazz in tutte le sue declinazioni, dalla tradizione alle contaminazioni più moderne, mantenendo sempre forte il legame con il territorio e con la comunità locale. Nel tempo quello che era un festival raccolto è cresciuto costantemente, diventando un appuntamento capace di richiamare appassionati, musicisti e visitatori da tutta Italia.
Durante le giornate del festival, il centro storico, le piazze, i vicoli e gli spazi simbolo del paese si trasformano in una grande orchestra diffusa. Tolfa diventa così un luogo in cui la musica non si ascolta soltanto, ma si vive: concerti serali, esibizioni all’aperto, incontri tra artisti e pubblico e momenti di condivisione rendono il jazz un linguaggio capace di unire generazioni diverse e di dialogare con l’arte, il paesaggio e la storia del borgo.
Il Tolfa Jazz non è soltanto una rassegna musicale, ma un vero progetto culturale. Negli anni ha dato spazio a produzioni originali, a collaborazioni tra musicisti affermati e giovani talenti, a percorsi sonori che attraversano stili e tradizioni differenti, confermandosi come un laboratorio creativo in continua evoluzione.
A segnare la storia del festival sono stati anche i grandi nomi che hanno calcato i suoi palchi. Tra questi figurano musicisti di fama internazionale e protagonisti assoluti del jazz italiano come Fabrizio Bosso, tra i trombettisti più apprezzati al mondo, Stefano Di Battista, sassofonista di riconosciuto prestigio, e Michael Rosen, figura di riferimento del panorama jazzistico contemporaneo. Accanto a loro, artisti come Paolo Tombolesi, Armando Mortet, Andrea Annibali, Luca Ingletti e Francesca De Fazi hanno contribuito nel tempo a costruire il profilo artistico del festival, intrecciando qualità musicale e spirito di condivisione.
Proprio guardando alla storia e all’identità della manifestazione, Marcari e Ligi ricordano un elemento speciale che lega in modo indissolubile musica e territorio: il Tolfa Jazz ha una sua colonna sonora ufficiale. Nel 2013 il grande musicista jazz Marcello Rosa, che per anni ha seguito artisticamente il festival, ha composto “Walking Down Tolfa Streets”, un omaggio alla città di Tolfa e alla sua manifestazione musicale, pubblicato nell’album omonimo.
Si tratta di un progetto musicale unico, eseguito da alcuni tra i più importanti jazzisti del panorama nazionale e internazionale che hanno segnato la storia del festival: Fabrizio Bosso, Stefano Di Battista, Michael Rosen, Marcello Rosa, Paolo Tombolesi, Alessio Ligi, Toto Giornelli, Armando Mortet, Andrea Annibali, Luca Ingletti e Francesca De Fazi. Un vero ritratto sonoro del Tolfa Jazz, capace di raccontarne l’atmosfera, i colori e l’energia.
Quelle stesse note oggi si possono anche vedere. Sono infatti disegnate sul muro della Villa Comunale di Tolfa, luogo simbolo del festival e cuore pulsante delle sue edizioni, trasformando la musica in segno visivo e memoria condivisa.
Il brano completo, concludono Marcari e Ligi, è disponibile sul canale YouTube ufficiale del festival, insieme a molti altri contenuti video che raccontano momenti e protagonisti delle passate edizioni. Mentre Tolfa si prepara ad accogliere una nuova stagione di concerti e incontri, il Tolfa Jazz continua così a essere molto più di un festival: è un racconto collettivo fatto di suoni, persone e passione, capace di trasformare un borgo in una piccola capitale della musica.
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