ottimo consiglio
25 Febbraio 2026 - 10:00
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CIVITAVECCHIA – Da diversi anni la movida è ormai diventata uno dei temi più delicati del dibattito pubblico sia a livello locale che nazionale. In molte realtà i luoghi di svago, divertimento e socialità – soprattutto in orari serali e notturni - sono divenuti terreno di “malamovida”: risse, abuso di alcol, schiamazzi, vandalismi, tensioni tra residenti e giovani, spesso minorenni. A Civitavecchia il fenomeno è emerso con evidenza, negli ultimi anni specie nelle zone del Pirgo, del Ghetto, di Piazza Leandra e del Forte Michelangelo. Ma come possono intervenire gli Enti Locali per arginare un fenomeno, rientrante appieno nella gestione della sicurezza urbana? La normativa nazionale, a partire dal D.L. 14/2017 (Decreto Minniti), definisce la sicurezza urbana come bene pubblico legato alla vivibilità e al decoro. Non solo ordine pubblico, dunque, ma qualità della vita. La chiave è l’integrazione: Patto per la Sicurezza Urbana con la Prefettura, tavolo permanente per la notte, protocolli con gli esercenti, mediatori sociali. È la strada seguita da città come Bologna, Milano o Firenze, solo per parlare delle maggiori realtà, dove ordinanze mirate e controlli integrati hanno ridotto gli episodi di degrado nelle aree più sensibili. Prevenzione sociale e repressione mirata, integrate tra loro, producono risultati concreti. Come anticipato, anche a Civitavecchia, negli ultimi anni, non sono mancati episodi di cronaca: risse sul lungomare nei fine settimana estivi, interventi delle pattuglie per sedare scontri nei pressi di locali del centro, danneggiamenti ad arredi urbani, lanci di bottiglie, motorini rovesciati, aggressioni. Episodi che, pur non rappresentando la totalità delle serate, incidono sulla percezione di sicurezza e sulla qualità della vita dei cittadini. Nell’ultimo consiglio comunale è stata bocciata dalla maggioranza del sindaco Piendibene una mozione presentata dai consiglieri di minoranza Grossi e Poletti proprio sulle misure integrate per la prevenzione della malamovida, con un approccio fondato sulla prevenzione, il coordinamento istituzionale e l’immancabile coinvolgimento dei giovani. Occorre quindi chiedersi e chiedere se, cosa, come e quando, chi oggi è al governo della città, intenda affrontare il problema della sicurezza urbana e della malamovida. In questo quadro il ruolo della Polizia Locale è non solo opportuno ma necessario. Per fare ciò non ci si può improvvisare, bensì creare le condizioni implementando il personale e formandolo per attività sicuramente più impegnative. Non servono nuove disposizioni: occorre applicare quelle già in vigore, garantendo soprattutto agli agenti condizioni di sicurezza adeguate. La sfida è saper gestire. Prevenzione, dialogo, responsabilità, ma anche regole certe e strumenti adeguati a chi è chiamato a farle rispettare.
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