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Latrofa lancia il “modello Civitavecchia”

Audizione del presidente dell’Adsp in aula Pucci: tracciata la rotta tra sviluppo e sostenibilità

Latrofa lancia il “modello Civitavecchia”

Concreto, puntuale, a tratti visionario, ma sempre ancorato alla realtà e agli obiettivi da mettere a terra. Non da solo, però: con una squadra “coesa e motivata”. Così il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale, Raffaele Latrofa, si è presentato in consiglio comunale, scandendo più volte un concetto chiave: «Ho l'obiettivo di portare a casa dei risultati».

Un’audizione sostanziale, come sottolineato in apertura dal sindaco Marco Piendibene, che ha parlato di un confronto tra due istituzioni centrali per il territorio, entrambe chiamate a condividere una visione strategica. Latrofa, dal canto suo, ha restituito l’immagine di un ente consapevole delle difficoltà ma anche delle enormi opportunità: «Ho trovato un contesto complesso, ma con grandi margini di crescita. Senza squadra non si va da nessuna parte: i risultati si costruiscono insieme».

Il presidente ha chiarito subito l’impostazione del suo mandato: meno “massimi sistemi” e più attenzione concreta alle esigenze degli stakeholder, con l’obiettivo di semplificare processi e intercettare ogni occasione utile, a partire dalla Zona logistica semplificata e dai bandi capaci di generare ricadute dirette sulla città. In questa direzione si inserisce anche l’approccio istituzionale: «Massima apertura verso gli enti locali, a partire da Civitavecchia, al di là dei colori politici. Serve un rapporto osmotico tra porto e città, abbattendo barriere non solo fisiche».

Uno dei pilastri di questa visione è il Documento di pianificazione strategica di sistema portuale (DPSS), già adottato dopo anni di stallo. «Abbiamo rimesso in moto un percorso fermo da due anni – ha spiegato – con un cronoprogramma serrato. L’obiettivo è arrivare all'approvazione ministeriale entro luglio 2026, così da poter aggiornare i piani regolatori portuali, oggi datati». Il documento individua tre ambiti distinti – portuale, retroportuale e di interazione porto-città – tracciando una direzione chiara per il futuro.

Civitavecchia resta il motore del sistema portuale laziale, con numeri rilevanti anche sul fronte delle merci se si considera ad esempio il settore agroalimentare e il ruolo strategico per le acciaierie di Terni. Ma è soprattutto sul piano dello sviluppo che Latrofa ha rilanciato: dal possibile parcheggio multipiano per sostenere il traffico automotive, fino alla valorizzazione del settore crocieristico, «fiore all’occhiello da tradurre in benefici concreti per il territorio».

Ampio spazio anche ai progetti infrastrutturali finanziati con fondi PNRR e nazionali. L’allungamento dell'antemurale Colombo è in stato avanzato e una parte sarà fruibile dai cittadini, mentre sull’imboccatura sud è prevista la realizzazione di un parco urbano. Il 7 maggio un convegno pubblico servirà a condividere queste prospettive con la città.

Sul fronte industriale, l’obiettivo è intercettare nuovi mercati, come il refitting navale, e puntare con decisione sulla transizione energetica: «Stiamo lavorando per portare la prima locomotiva a idrogeno in un porto e costruire qui un modello innovativo».

Non manca l’attenzione all’organizzazione interna: «Abbiamo rimesso mano alla macrostruttura, pensando ad uffici dedicati all’informatizzazione e ai bandi che non esistevano. Vogliamo formare giovani e costruire competenze». Un cambio di passo già evidente, come dimostra il recente finanziamento da 2,7 milioni ottenuto intercettando un bando che l'ente stava per perdere.

La sintesi, nelle parole del presidente, è un “modello Civitavecchia” ambizioso ma realistico: un porto integrato con la città, sostenibile, produttivo e capace di generare lavoro e nuove professionalità. «Possiamo diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale – ha concluso – ma dobbiamo passare dalle parole ai fatti».

Dopo il suo intervento, il dibattito si è arricchito con i contributi di assessori e consiglieri comunali, a testimonianza di un interesse condiviso verso un futuro che, sempre più, lega indissolubilmente il destino del porto a quello della città.

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