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Rottamazione cartelle, Frascarelli attacca: «Con la quota minima da 150 euro danno a cittadini e Comune»

Il consigliere metropolitano di Fratelli d’Italia punta il dito contro Piendibene e Tuoro: «Così si scoraggiano le adesioni e il Comune non incassa un euro in più»

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Nuovo affondo politico del consigliere metropolitano di Fratelli d'Italia Giancarlo Frascarelli sulla rottamazione delle cartelle delle imposte locali e, in particolare, sulla scelta dell'amministrazione di fissare una rata minima da 150 euro. Nel mirino finiscono il sindaco Marco Piendibene e l'assessore al Bilancio Florinda Tuoro, accusati di aver costruito un meccanismo che, secondo l'esponente del centrodestra, «ha vanificato tutto creando serie difficoltà ai cittadini e causando l'effetto contrario allo stesso Comune».

Frascarelli sostiene di aver provato «per un anno» a spiegare «come fare la rottamazione delle cartelle delle imposte locali per aiutare i cittadini in difficoltà e per garantire nuove entrate». Da qui la critica più netta al regolamento approvato: «Purtroppo non hanno capito niente e lo hanno dimostrato con il regolamento che impone una rata minima di 150 euro».

A sostegno della sua tesi, il consigliere riporta il caso di un contribuente che avrebbe rinunciato ad aderire alla nuova definizione agevolata. «Pago 41 euro di rata e dovrei pagare ancora per 12 mesi circa. Volevo aderire alla “rottamazione” ma mi hanno chiesto 150 euro al mese invece dei 41 euro che pago adesso … allora rimango con la vecchia rateizzazione. Mi conviene … mi dispiace per il Comune che avrà i soldi tra un anno ma …». È questo, secondo Frascarelli, il punto politico e pratico della vicenda: «Il cittadino non ha nessun beneficio e non aderisce, di fatto il Comune non avrà un euro in più».

Nel comunicato l'esponente di Fratelli d'Italia richiama anche la teoria di Laffer, parlando di un «paradosso» per cui, a suo giudizio, l'aumento della pressione o del peso della rata finirebbe per ridurre il gettito. E insiste: «Laffer lo conoscono tutti … tranne gli amministratori di Civitavecchia». Una linea che si chiude con un attacco diretto all'attuale governo cittadino, descritto come «in forte imbarazzo o nel pallone più assoluto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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