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il caso
26 Marzo 2026 - 17:43
18:07
Piazza Regina Margherita dopo il taglio
A Piazza Regina Margherita proseguono le operazioni di bonifica e sistemazione dell’area dentro il cantiere del mercato. Dopo giorni di abbattimenti, in piedi restano ormai soltanto quattro alberi: tre lecci e un olmo. Di questi, secondo il quadro indicato dall’amministrazione comunale, due saranno ancora tagliati e due invece resteranno. Il Comune continua a difendere la scelta sul piano della sicurezza e conferma anche la ripiantumazione di 12 lecci adulti nella piazza e di altri 60 nel resto della città.
Ma mentre il cantiere va avanti, la ferita aperta in città resta profonda. A fotografarla, con un lungo post dai toni amari, è Roberto Melchiorri di Civitavecchia C’è, una voce che da anni viene considerata da molti come una memoria storica del territorio. Il suo intervento non si ferma agli alberi del mercato, ma allarga il campo a quello che definisce il decadimento complessivo della città, mettendo in fila biodigestore, discarica, porto, energia, nuovi insediamenti e pressioni ambientali. Il punto centrale, però, resta Piazza Regina Margherita e quel piccolo “boschetto” urbano che per decenni ha accompagnato la storia del mercato.
Melchiorri scrive: «Mentre noi parliamo gli alberi vengo abbattuti». E poi indica la frattura che in queste settimane ha segnato il dibattito pubblico: «Il Comune dice perché malati, il comitato di Cittadini contraddice il Comune in uno scontro frontale». In mezzo c’è una città spaccata, con una parte che ritiene inevitabile l’intervento e un’altra che continua a chiedersi se davvero tutti quegli alberi andassero sacrificati.
Nel suo sfogo, Melchiorri prende posizione in modo netto: «Noi siamo dalla parte dei cittadini», perché quegli alberi, scrive, «fanno parte della NS storia delle NS tradizioni e poi sono salute e bellezza. Ci domandiamo perché non siano stati inseriti nel registro degli alberi monumentale, nonostante ne avessero tutte le caratteristiche. È un passaggio che pesa non solo per il contenuto, ma per il valore simbolico che assegna a quell’angolo di piazza: non semplici alberature, ma un pezzo di identità urbana legato al volto storico del mercato.

Da qui anche il dubbio, sollevato apertamente, sul fatto che prima del taglio non si sia fatto tutto il possibile per tentare di conservarli. «Comunque – prosegue Melchiorri -, a prescindere, non crediamo che la controversia finirà qui. Non sappiamo se l’area sia stata sottoposta a verifiche sulla possibile presenza di reperti archeologici, ma ci risulta che proprio nel sottosuolo di quel sito possano esserci elementi di interesse da conservare». E ancora, il timore che la controversia non finisca qui, tra ulteriori polemiche, verifiche e possibili nuovi fronti di contestazione. Intanto, però, il dato concreto resta quello del cantiere: la piazza cambia volto, gli alberi quasi non ci sono più e il mercato continua a vivere una delle sue stagioni più controverse.
Oggi intanto, causa pioggia, le operazioni di abbattimento sono state messe in pausa ma la ditta ha continuato con la rimozione di tronchi e rami rimossi.
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