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LA RIPARTENZA

Tarquinia e Montalto ripartono: “La cultura è volo” oltre la delusione

L’amarezza dei territori si trasforma in energia e visione dopo il titolo sfumato di Capitale della cultura 2028

Tarquinia e Montalto ripartono:  “La cultura è volo” oltre la delusione

La delegazione di Tarquinia e Montalto di Castro

Non è una fine, ma un inizio. Dopo la mancata assegnazione del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, Tarquinia e Montalto di Castro scelgono di guardare avanti, trasformando l’amarezza in energia e visione.

La delusione è reale, ma non è dominante. A prevalere è una consapevolezza nuova: il percorso costruito insieme vale quanto – se non più – del traguardo mancato.

«Pensavamo di aver bisogno di un vento che arrivasse da lontano per riuscire a volare» - ha dichiarato l’assessora alla Cultura del Comune di Tarquinia Roberta Piroli - «Invece abbiamo capito che quel vento è già dentro di noi: nelle nostre strade, nelle piazze e tra la nostra gente. Possiamo volare». Parole che segnano un cambio di prospettiva.

Perché se il titolo non è arrivato, il riconoscimento sì: quello, più silenzioso ma significativo, della commissione che ha voluto esprimere apprezzamento per un progetto rimasto in corsa fino all’ultimo. Un segnale chiaro: il territorio c’è, ed è pronto.

Sulla stessa linea la sindaca Emanuela Socciarelli, che invita a leggere la candidatura come un successo collettivo: «Il percorso fatto insieme è già una grande vittoria».

Al centro, una rete territoriale ampia e coesa, costruita con la DMO Etruskey, capace di unire comuni, istituzioni e realtà private in una visione condivisa di sviluppo.

E proprio da qui si riparte. Il progetto “La cultura è volo” non si esaurisce, ma si rafforza. Diventa una piattaforma per nuove azioni, per una valorizzazione concreta e duratura del patrimonio culturale e paesaggistico.

Tra le iniziative simbolo, il Cammino degli Etruschi: un itinerario che collega Cerveteri, Tarquinia e il Parco di Vulci, e che punta a diventare un modello di turismo sostenibile, radicato nell’identità profonda del territorio.

Non una semplice candidatura, dunque, ma un processo. «Abbiamo acceso qualcosa che non si fermerà», sottolinea Socciarelli. È la consapevolezza più importante: al di là delle classifiche, è nata una direzione comune.

E forse è proprio questa la vera vittoria. Perché i titoli passano, ma le comunità che imparano a credere in sé stesse restano. E continuano, insieme, a volare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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