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l'ultimo saluto ai Salesiani

"Vestiteme cor saio bianco e cor cordone"

L'addio a Giovanni De Paolis: chiesa gremita e tanta commozione

Funerale Giovanni De Paolis

Funerale Giovanni De Paolis (parrocchia Sacra Famiglia Salesiani)

La voce del suo dialetto, l’ironia, l’amore per Civitavecchia e per le sue tradizioni. Tutto questo ha accompagnato, questa mattina, l’ultimo saluto a Gianni De Paolis.

Nella parrocchia della Sacra Famiglia ai Salesiani una folla commossa si è stretta attorno alla moglie Paola, ai figli Andrea e Barbara, ai nipoti e ai familiari per i funerali dello storico e appassionato civitavecchiese, scomparso improvvisamente martedì scorso all’età di 86 anni. La chiesa non è riuscita a contenere le tantissime persone che hanno voluto rendere omaggio a chi, per una vita, ha raccontato e custodito l’anima della città.

Ad aprire la celebrazione è stata proprio una sua poesia, quasi un testamento spirituale. I versi, datati 17 marzo 2017 e contenuti nella raccolta “Bozzi, biribibozzi, scaricabozzi, monto e scegno!”, sono risuonati tra le navate della chiesa:

“Pe’ quanno vorrà Dio che sarò morto,

ve dico ‘ste du’ cose e tajo corto:

vestiteme cor saio bianco e cor cordone

quello, pe’ capisse, c’adè der Gonfalone,

che me cucì mi madre, e che nun fa na piega,

quanno so’ entrato drento a la congrega.

Adero poco più che rigazzino, ‘na criatura

e mo me serve, ha’ visto mai, po’ fa bella figura!

In mano, come s’usa, ‘ndè ‘sto circondario

pe’ fede e divozzione, la Corona der Rosario.

Quello però, e solo quello, che me diede in mano

don Ardo Conti, amico caro e prete salesiano.

In quanto a’ resto ve lasso carta bianca.

‘Na preghiera, si volete, si no m’amanca!”

Parole semplici e profonde, intrise di fede, ironia e amore per la tradizione, che hanno restituito il ritratto più autentico di De Paolis.

La celebrazione è stata officiata dal parroco don Alessio, che nell’omelia ha ricordato il bene seminato da De Paolis nel corso della sua vita. “La morte non cancella i ricordi impressi nel cuore”, ha detto il sacerdote, sottolineando come la presenza così numerosa dei fedeli fosse il segno tangibile di quanto Gianni abbia saputo donare alla sua città e alla sua comunità.

La morte non cancella i ricordi impressi nel cuore

Tra i banchi, oltre ai familiari, tanti amici di sempre, rappresentanti del mondo dell’associazionismo, della cultura e dell’Ordine dei Ragionieri e Commercialisti, di cui De Paolis era stato presidente. Presenti anche la famiglia salesiana e gli scout, realtà alle quali era profondamente legato.

Proprio gli scout, al termine della cerimonia, hanno voluto tributargli un saluto speciale: si sono stretti attorno al feretro intonando un canto per ricordare colui che nella sua vita era stato anche caposcout, educatore e punto di riferimento per tanti giovani.

Un lungo applauso ha quindi accompagnato il feretro all’uscita dalla chiesa, insieme a lacrime e abbracci.

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