Il fatto
04 Febbraio 2025 - 22:37
26 Febbraio 2026 - 00:26
L’esplosione si poteva evitare. È la conclusione a cui è giunto l’ingegnere Rodolfo Fugger incaricato dalla procura di fare luce sulla deflagrazione che il 10 novembre 2023 devastò il centro di accoglienza di San Lorenzo Nuovo.
“È evidente –scrive nella relazione Fugger – che lo scoppio si è verificato a causa di una fuga di gpl, che è iniziata nella giornata stessa, fino a che, verso 23,15, ha raggiunto la soglia di deflagrazione, e a fronte della creazione di una scintilla elettrica, si è verificata l’esplosione della miscela aria-gpl”. Il consulente aggiunge che: “dalle dichiarazioni raccolte dai carabinieri risulta che certamente alle ore 20 del 10 novembre 2023 si avvertiva forte odore di gas anche all’esterno della palazzina”. Fugger sottolinea che alcuni ospiti della struttura avrebbero avvertito odore di gas già dal mattino. L’esplosione è avvenuta in uno dei due locali del pianoterra, adibiti a locale comune e stanza per rifugiati occupata da una famiglia ucraina.
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