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lutto

Addio al priore storico Gianni De Paolis

Per anni ha guidato l'Arciconfraternita del Gonfalone. Custode della memoria, con il dialetto raccontava la sua città

Gianni De Paolis

CIVITAVECCHIA - Civitavecchia perde una delle sue figure più appassionate e autentiche. Si è spento improvvisamente questo pomeriggio, all’età di 86 anni, Gianni De Paolis: storico, studioso, poeta in dialetto, past president del Collegio dei Ragionieri di Civitavecchia, consigliere comunale e, soprattutto, memoria viva della città.

Per anni Priore dell’Arciconfraternita del Gonfalone, De Paolis è stato il custode attento e innamorato delle tradizioni civitavecchiesi, dalla Processione del Cristo Morto alla Pastorella, fino ai riti e ai sapori della Pasqua con la pizza dolce che raccontava come un patrimonio da difendere prima ancora che da gustare. Ogni appuntamento della tradizione era per lui identità. Storia collettiva. Appartenenza.

Chi lo ha conosciuto sa quanto fosse viscerale il suo legame con Civitavecchia. La “sua” città, raccontata in versi e poesie, spesso in dialetto, che amava definire «la forma più diretta per arrivare al cuore di chi ti ascolta o legge». E nel dialetto civitavecchiese De Paolis trovava la sintesi perfetta tra memoria e sentimento, tra ironia e nostalgia, tra orgoglio e malinconia.

Una decina di anni fa aveva raccolto storie, modi di dire e frammenti di vita cittadina nel volume dal titolo emblematico “Bozzi, biribibozzi, scaricabozzi, monto e scegno!”, un’espressione che già nel suono restituisce il colore di una Civitavecchia popolare e verace, quella dei vicoli, del porto, delle comitive e delle feste di quartiere. Un libro che è diventato, per molti, un piccolo scrigno di civitavecchiesità.

Ragioniere stimato, è stato per anni presidente dell’Ordine cittadino, ruolo che ha ricoperto con rigore. Nel 2006 si era candidato a sindaco con il centrodestra, in una tornata elettorale che vide la vittoria del candidato di centrosinistra, Gino Saladini. Aveva svolto il ruolo di consigliere comunale, portando anche in aula quel suo sguardo attento alla storia e all’identità locale.

Ma al di là degli incarichi e delle competizioni politiche, De Paolis resterà soprattutto come un narratore instancabile. Conosceva ogni angolo della città: quelli più celebrati e quelli nascosti, le bellezze architettoniche e le piccole curiosità tramandate a voce. Era il custode della storia della Processione del Cristo Morto, di cui ricordava aneddoti, trasformazioni, significati religiosi e popolari. Sapeva spiegare il senso profondo dei simboli, ma anche raccontare con un sorriso gli episodi meno noti, le storie di confratelli, le emozioni di una notte che per Civitavecchia non è mai stata solo una ricorrenza, ma un rito collettivo.

Con la sua scomparsa si chiude una pagina importante della storia cittadina. Se ne va un uomo che ha dedicato la vita a studiare, amare e raccontare Civitavecchia. Porta con sé aneddoti, storie, sfumature che solo chi vive una città come parte di sé può custodire davvero; un uomo la cui simpatia era travolgente, il sorriso sotto i baffi e lo sguardo che parlava già senza troppe parole.

Resta il suo esempio, resta la sua voce, nei libri, nei versi, nei ricordi di chi lo ha ascoltato in una conferenza, in una riunione dell’Arciconfraternita, in una conversazione tra amici. 

Gianni De Paolis lascia l’amata moglie Paola e i figli Andrea e Barbara, ai quali si stringe l’abbraccio della città e di tutta la nostra redazione.

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