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Definizione agevolata: c'è tempo fino al 30 giugno per le domande

Ecco tutti i dettagli forniti dal Comune di Civitavecchia

Definizione agevolata: c'è tempo fino al 30 giugno per le domande

Il Comune di Civitavecchia ha annunciato l’avvio della Definizione Agevolata 2026, uno strumento straordinario introdotto con la deliberazione del Consiglio comunale n. 35 del 24 marzo 2026. Si tratta di una misura una tantum, non ripetibile, pensata per consentire a cittadini e imprese di regolarizzare la propria posizione debitoria nei confronti dell’ente.

Possono aderire tutti i contribuenti che risultano in debito per ingiunzioni di pagamento, accertamenti esecutivi notificati fino al 28 febbraio 2026 e atti affidati ai concessionari entro la stessa data, a condizione che tali posizioni non siano oggetto di contenzioso al momento della domanda.

La definizione riguarda un’ampia gamma di entrate comunali: dai tributi come IMU, TASI e TARI all’imposta di soggiorno, ICP e TOSAP, passando per il Canone Unico Patrimoniale, le entrate patrimoniali ed extra-tributarie e le sanzioni amministrative, comprese quelle legate al Codice della Strada.

L’agevolazione consente di estinguere il debito versando il capitale dovuto, le spese di notifica, le eventuali spese cautelari ed esecutive e gli altri oneri di legge, con l’abbattimento di sanzioni e interessi per quanto riguarda i tributi e le entrate comunali. Per le sanzioni amministrative, invece, è prevista la riduzione degli interessi.

La domanda deve essere presentata entro il 30 giugno 2026 e può essere inoltrata a mano all’Ufficio Protocollo del Comune, tramite PEC all’indirizzo comune.civitavecchia@legalmail.it oppure online attraverso il sito istituzionale. È necessario disporre di un conto corrente attivo, dell’IBAN intestato al debitore e di un domicilio digitale: INAD per le persone fisiche e PEC da INI-PEC per le persone giuridiche. Entro 30 giorni dalla richiesta, il Comune o il concessionario comunicherà l’importo da versare e l’eventuale piano di rateizzazione.

Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2026 oppure a rate mensili, da un minimo di 3 fino a un massimo di 72, in base all’importo dovuto. La prima rata scade il 30 settembre 2026 e nessuna rata può essere inferiore a 150 euro. Tutti i versamenti dovranno essere effettuati esclusivamente tramite PagoPA.

Il contribuente decade dal beneficio nel caso in cui non versi l’importo in unica soluzione o la prima rata entro il 30 settembre, oppure in caso di mancato pagamento di due rate consecutive.

La misura rappresenta un’opportunità concreta per regolarizzare la propria posizione, evitare ulteriori aggravi e chiudere pendenze con condizioni più favorevoli e sostenibili. Una volta scaduti i termini, la finestra non sarà riaperta.

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