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Le piogge incessanti hanno causato 23 frane nel Viterbese, ripristino stimato in 9,5 milioni

Danni da maltempo, la Provincia di Viterbo chiede lo stato di calamità

Pesanti ripercussioni sulla viabilità dell’intero territorio, il 3 marzo incontro in Regione

Danni da maltempo, la Provincia di Viterbo chiede lo stato di calamità

Un territorio in emergenza per dissesto idrogeologico provocato dalle incessanti piogge che si sono abbattute sul Viterbese.
23 le frane verificatesi nell’arco di una settimana. Una situazione complessa che interessa l’intero territorio provinciale con un lavoro di ripristino e messa in sicurezza che richiede risorse importanti. «Nove milioni e mezzo di euro» secondo la stima fornita dal presidente della Provincia Alessandro Romoli. Una spesa troppo rilevante da sostenere con i soli fondi dell’ente.
Per questo ieri il parlamentino di Palazzo Gentili ha approvato all'unanimità la richiesta di stato di calamità naturale da inviare alla Regione. E martedì 3 marzo, Romoli sarà alla Pisana per partecipare a un’apposita audizione in cui fornirà un resoconto sui danni registrati sulle strade della Tuscia.

Emergenze che, in alcuni casi, hanno rischiato di sfociare in tragedia. Come sulla provinciale Teverina, nel tratto che collega Celleno a Roccalvecce, dove dei massi sono precipitati sulla strada appena tre minuti dopo il passaggio di uno scuolabus. Sull’area, che presenta un cedimento di fronte di 50 metri, si procederà al disgaggio del materiale e alla realizzazione di muri di cemento che consentiranno la riapertura a senso alternato dell'arteria.
Nonostante il gran lavoro di ripristino compiuto nell’immediato dalla Provincia che, laddove possibile, ha permesso di garantire la sicurezza, la mappa delle criticità resta ampia. Con tre strade che restano chiuse, mentre altre arterie sono state riaperte ma si transita a senso unico alternato. Tra quelle chiuse perché presentano le situazioni più complesse: Valle Bagnoregio, dove dai calanchi sta ancora colando fango e Valle del Tevere, perché al momento rimuovere i detriti rischia di provocare la caduta di altro materiale. Sotto osservazione lo smottamento nella zona del viadotto Sp 25, la variante nel territorio di Canepina, che sembra interessare una spalla d’appoggio dell’infrastruttura. Tra le arterie interdette e poi riaperte, dopo la rimozione del materiale franoso e dei massi caduti, la strada Pisciarella, la Vasanellese e, sempre a Vignanello, la provinciale 26. Sulla Sp 109, a Canino, si procede a senso unico alternato dopo la rimozione massi. Stessa modalità di transito a Graffignano, sulla Sipiccianese. Riaperta a senso alternato anche la Sp 77 a Civita Castellana, inizialmente interrotta causa smottamento e caduta massi. Dopo la pulizia del costone, a seguito di una frana, riaperta anche la provinciale Bagnorese. Di nuovo fruibile la Sp 10 Carcarelle, a Viterbo, dove si era verificato uno smottamento con caduta massi. Un elenco al momento parziale delle situazioni critiche ma che sarà aggiornato prima della relazione che il presidente Romoli presenterà martedì in Regione a supporto della richiesta di calamità naturale.

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