Roma, 5 ott. (Adnkronos) - ''Il requisito del trattamento di sostegno vitale, introdotto dalla sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019, continua a produrre gravi discriminazioni. In questi anni ha determinato otto volte in Corte costituzionale, sei procedimenti penali in corso e coinvolto 40 volontari dell’associazione Soccorso Civile fondata da Marco Cappato, che hanno scelto l’autodenuncia dopo aver accompagnato persone malate in Svizzera per accedere al suicidio assistito. L’ultimo caso è quello di Paola, 89 anni, affetta da parkinsonismo avanzato. Pur lucida e capace di autodeterminarsi, non dipendeva da trattamenti di sostegno vitale e quindi in Italia non avrebbe potuto esercitare la sua scelta. Nel 2023 è stata accompagnata in Svizzera da Felicetta Maltese, Virginia Fiume e Marco Cappato. Il gip di Bologna, con ordinanza del 29 settembre, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione di legittimità dell’articolo 580 del codice penale, definendo 'irragionevole' questo requisito''. Lo sottolinea l'Associazione Luca Coscioni. “Il cosiddetto sostegno vitale è diventato un ostacolo arbitrario che discrimina tra malati e produce processi penali contro chi si mette al servizio di chi soffre - osserva Filomena Gallo - Non si può continuare a negare diritti riconosciuti dalla Consulta”. Sul disegno di legge in discussione in Parlamento, Marco Cappato sottolinea: “Quella proposta peggiora la situazione: restringe i diritti, esclude il Servizio sanitario nazionale e costringe i malati a percorsi palliativi obbligati. Persone come Laura Santi o Gloria in Veneto, se fosse legge, sarebbero rimaste escluse. Per questo noi chiediamo che il Parlamento approvi la nostra proposta di iniziativa popolare per l’Eutanasia legale, che rispetta le sentenze della Consulta, riduce i tempi a massimo 30 giorni e riconosce a tutte le persone il diritto di scegliere fino alla fine”. Il tema è richiamato anche al XXII Congresso dell’Associazione Luca Coscioni in corso a Orvieto, che rilancia le strategie future a partire dall’eredità di Luca Coscioni e Laura Santi: “Non rassegnatevi mai”.
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