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CERVETERI - «Al momento il privato non vuole intervenire. Ci rifaremo sotto con la Regione». Non è ancora una resa quella della sindaca Elena Gubetti ma è chiaro che la situazione di via di Ceri si complica maledettamente. La strada, nell’omonima frazione etrusca, è chiusa dal 3 ottobre 2024, giorno in cui una frana ha rischiato di provocare una tragedia. Nessun passo in avanti sostanziale dunque a sentire le parole del primo cittadino. L’iter è fermo e questo immobilismo istituzionale non lascia presagire nulla di buono per il futuro. «Confermiamo – ribadisce ancora una volta Gubetti – che il costone tufaceo è privato e proprio per questo l’intervento lo dovrà effettuare il proprietario dell’area che al momento non è per niente favorevole. Stiamo insistendo con la Regione». In base ad un sopralluogo del geologo incaricato dalla Sovrintendenza, era stata confermata la gravità del dissesto idrogeologico con 300 metri di roccia definiti «instabili». La cifra stimata inizialmente per avviare il cantiere di messa in sicurezza era vicina ai 2 milioni di euro ma è probabile che si arrivi al doppio ipotizzando dei lavori in corso d’opera. E il Comune non vuole e forse non può mettere sul piatto dei propri fondi. Si era parlato di posizionare delle reti di contenimento per far riaprire almeno una corsia di marcia e scongiurare ulteriori crolli ma il progetto è rimasto fermo nel cassetto. «È una vergogna assoluta – non usa giri di parole Gianluca Paolacci, consigliere comunale di centrodestra – nonostante i continui sproni degli abitanti e di noi politici, che non facciamo altro che farci carico delle loro lamentele, nulla è stato fatto. Personalmente ho presentato diverse interrogazioni nella massima assise cittadina ma la giunta, finora, non è stata in grado di risolvere nulla. A questo punto non ci resta che chiedere aiuto nuovamente alla Regione Lazio».



