MONTEFIASCONE - «Credo non possa essere più taciuta la situazione di vandalismo che affligge il nostro paese».

A dirlo è la sindaca del colle falisco Giulia De Santis, che affronta il serio problema partendo dall’ultimo episodio che si è verificato nella cittadina. aL’ultimo episodio ha riguardato il pontile realizzato al lago a scopo didattico-ricreativo, realizzato con finanziamenti del Flag. Dopo nemmeno un mese è stato già vandalizzato ed è stato rotto il pannello informativo che ne spiegava la natura e lo scopo», spiega De Santis, che aggiunge: «È solo l’ultimo di tanti atti; siamo stati costretti a chiudere i bagni pubblici, dopo che per ben due volte abbiamo speso soldi pubblici per rimettere sanitari, lavandini ed altro che, puntualmente vengono rotti. La casetta che avevamo montato per lo scambio di libri è durata nemmeno pochi mesi». La prima cittadini falisca prosegue affermando che «gli abitanti di via Trento sono stati costretti a fare una lettera con firme annesse perchè ci si diverte in maniera incivile e sciocca a spaccare vasi, panchine e altro in una delle vie centrali del nostro Paese. E cito solo pochi dei tanti altri episodi che giornalmente accadono. Credo che un paese che si ritenga minimamente civile non possa e debba essere costretto a chiudere servizi pubblici per atti di vandalismo di gente che non ha rispetto del proprio territorio e del prossimo». La soluzione, per ora, è dunque il rafforzamento dei controlli. «Stiamo potenziando il sistema di videosorveglianza perché non possiamo più tollerare questa situazione e ci vedremo costretti ad agire con sanzioni. Non avremmo mai voluto arrivare a questo punto ma finché non ci rendiamo conto che quelle cose che rompiamo poi le ripaghiamo con i nostri soldi, perché i fondi comunali sono soldi di tutti, non possiamo agire diversamente». «Per fortuna - conclude la sindaca De Santis - vedo nei piccoli alunne e alunni della scuola elementare, grandi difensori del rispetto dell’ambiente che li circonda e attenti al rispetto della cosa pubblica; questo mi fa ben sperare che qualcosa di diverso sia possibile e l’amarezza che ad oggi, difronte a questi atti ignobili, provo viene attenuata dal confronto proprio con le giovanissime generazioni».

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