TARQUINIA - Un regolamento per la gestione degli impianti sportivi che continua a far discutere. Quello approvato dal consiglio comunale di Tarquinia è un documento che lascia ancora strascichi polemici. I più agguerriti sono ora i consiglieri comunali d’opposizione Renato Bacciardi e Alberto Tosoni che dopo aver abbandonato l’aula, parlano di vantaggio solo per alcune associazioni sportive. Senza pietà l’attacco ai consiglieri di maggioranza, «campioni di inciucismo». «È vero - dicono all’unisono Bacciardi e Tosoni - li abbiamo lasciati insieme, mano nella mano: alzata. Tutti uguali. I soldatini del Pd che hanno accontentato il capriccio dell’assessore Celli che battendo i piedi ha avuto il suo “regolamento” di Natale sotto l’albero che sarà un vantaggio per alcune associazioni sportive ma non per tutte. Con loro i novelli democristiani a cinque stelle che con un assessore in più ormai voteranno praticamente tutto anche quello che avevano dichiarato impossibile da votare, con Ernesto Cesarini pronto a slogarsi una spalla pur di alzare la mano per primo. Poi c’è Avs che per questo regolamento ha visto cacciata la sua assessora e oggi vota a capo chino, perché è bastato il cartellino rosso per far tornare il regolamento sugli impianti sportivi uguale a prima, anzi peggio di prima, pochi giorni dopo “il fattaccio”; e non ci dicano che è un caso. Magari dopo dieci mani alzate vinceranno la delega della pace. Poi ci sono i Fratelli d’Italia che a Tarquinia sembrano più i cugini di campagna viste le parentele, più attenti a tutelare i cinque anni del sindaco Giulivi che non a costruire un’alternativa a questa maggioranza, e allora si cambia una virgola nel testo e si vota con il centrosinistra. Perché sul regolamento la coscienza rimorde. Più che campo largo una palude senza fine».

«Ma alla fine là questione resta - proseguono i due consiglieri di minoranza - Hanno approvato un regolamento per pochi ma non per tutti: non si chiarisce preventivamente una questione fondamentale, ovvero se gli impianti sportivi che saranno concessi per fare sport sono a norma o pure no, se ci sono abusi edilizi o è tutto regolare. E non è una mera curiosità ma è sostanza, perché riguarda la sicurezza di chi usa gli impianti sportivi anche ai fini della legittima delle coperture assicurative. Ma a Natale sono tutti più buoni e allora non si fanno domande, non si ascoltano repliche, non si vedono i problemi e passa anche che il sindaco ammetta che vi sono immobili comunali non a norma e che non si può cambiare le cose e allora pazienza. Come se non fosse responsabilità della sua amministrazione. Ora vedremo quanti e quali procedure si avvieranno e siamo pronti a mandare ogni atto a chi di dovere. Perché noi invece osserveremo, parleremo e ci faremo ascoltare.

DALLA MAGGIORANZA INSORGONO PD, M5S E CIVITAS: «BACCIARDI E TOSONI ZERO RISPETTO PER IL RUOLO CHE RICOPRONO»

Dalla maggioranza insorgono gli esponenti del Pd, del M5s e della lista Civitas che puntano il dito contro il comportamento dei due consiglieri: «Quanto accaduto nel corso del consiglio comunale del 28 novembre è indecoroso e irrispettoso nei confronti dei cittadini. Siamo entusiasti delle diversità di vedute, accettiamo perfino gli scontri duri e di merito, ma dei propri comportamenti si deve sempre rendere conto, ed è quindi doveroso che la cittadinanza sia al corrente che, nonostante i cittadini abbiano chiamato a concorrere all’amministrazione della cosa pubblica i consiglieri Renato Bacciardi e Alberto Tosoni, e benché le urne li abbiano relegati al ruolo di opposizione, l’esercizio della loro azione è rimasta praticamente pari a zero, fino ad oggi. Quel rispetto che alla cittadinanza non si dimostra a chiacchiere o articoli sui giornali, sarebbe più corretto dire, ma coi fatti: uscire dall’aula consiliare perché palesemente in difficoltà su un punto all’ordine del giorno che ha visto convergere anche le opposizioni, è una mancanza di rispetto non nei confronti dell’amministrazione, ma della cittadinanza tutta, che certifica un totale e assoluto disinteresse. Perché sì, alle volte serve coraggio, a votare, che sia positivamente o negativamente. Disinteresse che si aggiunge a quello già mostrato nell’anno e mezzo da quando siedono tra quei banchi. In particolar modo il capogruppo Bacciardi annovera come fosse una medaglia un record incredibile: mai presente a nessuna delle commissioni che si sono svolte. Zero. E chi di dovere non ha provveduto a delegare alcuno per la partecipazione. Questo è l’interesse che hanno per la cittadinanza e per i temi che vengono trattati. Assurdo, certo, ma mai quanto la motivazione per il quale si sono alzati e se ne sono andati (specifichiamo, saltando 3 punti all’ordine del giorno): decisioni prese troppo in fretta. Poca condivisione. Ora, a noi sta bene tutto, ma un provvedimento di cui si discute dal 24 luglio e che ha visto trattazione in già 2 consigli e 4 commissioni (oltre a quella già richiamata, 27 ottobre, 5 novembre e 20 novembre) non può essere sicuramente tacciato di essere stato preso “di corsa”, tantomeno senza condivisione o apertura. Rimane il gesto: imbarazzante, poco qualificante, sicuramente irrispettoso per la città».

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