TOLFA - Il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, non è mai una ricorrenza qualunque. Ogni anno arriva portando con sé un peso antico e una responsabilità attuale: trasformare il ricordo in consapevolezza, e la consapevolezza in impegno. A Tolfa, quest’anno, questa sfida ha preso la forma di un evento intimo e potente, “Connotazioni emotive”, ideato dalle artiste Alessandra Degni e Simona Sarti e ospitato dall’Istituto Comprensivo. Un appuntamento che avrebbe dovuto svolgersi al Teatro Claudio, ma che la pioggia battente ha costretto a reinventarsi in una versione nuova, forse ancora più autentica.L’acqua cadeva fitta fin dalle prime ore del mattino, cancellando programmi e logistica. Raggiungere il teatro era impossibile. Nell’istante in cui tutto sembrava a rischio, la scuola si è trasformata in un palcoscenico imprevisto, un luogo in cui adattare luci, suoni, proiezioni e soprattutto emozioni. Gli spazi scolastici, solitamente quotidiani e familiari, hanno assunto un tono diverso, quasi sospeso, pronto ad accogliere qualcosa di più grande.Quando gli studenti hanno preso posto, la mattinata si è aperta con le parole sincere della sindaca Stefania Bentivoglio, che ha ricordato alla platea quanto sia necessario non relegare questa giornata a un atto simbolico. Ogni 25 novembre dovrebbe essere l’inizio – o la continuazione – di un impegno reale, personale, concreto, capace di andare oltre le cerimonie e toccare le scelte quotidiane, le relazioni, il linguaggio. È in questo invito a una responsabilità condivisa che la sala ha trovato il suo tono: intenso, raccolto, consapevole.A quel punto, l’arte ha preso il sopravvento. Alessandra Degni e Simona Sarti, le due artiste di Desart2, hanno dato vita a una performance pittorica che ha lasciato la sala sospesa nel silenzio. In venti minuti, davanti alle tele, si sono alternate con gesti rapidi e decisi, trasformando emozioni in colore e movimento. Nessuna parola, solo tratti e scie che sembravano parlare da soli. Quell’opera che nasceva in diretta, davanti agli occhi degli studenti, raccontava tensioni interiori, forza, fragilità e resistenza. Era il linguaggio dell’arte che si sostituiva a quello del discorso, ed era impossibile non restarne coinvolti.Subito dopo, la musica ha aggiunto un nuovo livello emotivo alla mattinata. Il Blue J. Duo, con la voce calda di Fiammetta D’Arienzo e la chitarra sensibile di Daniele Bragaglia, ha intessuto un percorso sonoro fatto di jazz, bossa nova, funk e blues. Brani scelti con attenzione, in diverse lingue, ognuno capace di evocare sfumature diverse dell’esperienza femminile: la forza, la fragilità, la libertà, la rivolta, la dolcezza. In quella fusione di note e atmosfera sembrava che ogni canzone parlasse direttamente ai ragazzi, senza filtri.Poi la voce di Maria Luisa Taranta ha attraversato la sala con la lettura di “Donne” di Mia Martini. Un testo già di per sé potentissimo, ma che in quella circostanza, accompagnato da un delicato sottofondo, è diventato qualcosa di più: un momento di ascolto puro, quasi collettivo. Le parole si sono fatte specchio, memoria, ferita aperta e promessa di cambiamento.Ma forse il momento più sorprendente è arrivato proprio dagli studenti. Durante l’evento erano stati invitati a scrivere un pensiero, una riflessione, una frase. Schede anonime, libere, che sono poi state proiettate e lette. E lì, davanti a tutti, è accaduto qualcosa di inaspettato: le loro parole, sincere, profonde, mature, hanno colpito come un pugno e come un abbraccio insieme. Le artiste e i presenti hanno ascoltato in silenzio quelle frasi che parlavano di paura, di rispetto, di desiderio di cambiamento, di rabbia e di speranza. “Profondissime, non banali e sentite”, ha commentato, visibilmente commossa, Simona Sarti. Ed era vero: dai ragazzi è arrivata una verità che spesso gli adulti sottovalutano, la capacità di guardare con chiarezza ciò che fa male e ciò che va cambiato.Accanto agli studenti e alle artiste, a sostenere la mattinata c’erano le istituzioni e le associazioni del territorio: la presidente della Pro Loco, Giuseppina Esposito, la presidente della Fidapa, Annarita Giannini, la dirigente scolastica, insegnanti, personale scolastico. Una presenza raccolta ma significativa, che ha dato il senso di una comunità compatta davanti a un tema che non può essere delegato o ignorato. Alla fine dell’evento, un gesto simbolico ha aggiunto ulteriore valore alla giornata. Le artiste hanno donato all’Istituto Comprensivo l’opera “Malala Vince”, ispirata alla storia di Malala Yousafzai. La scelta non è casuale: Malala, giovane donna pakistana sopravvissuta a un attentato, è diventata nel mondo intero un simbolo di coraggio, resilienza e lotta contro ogni forma di violenza e discriminazione. La sua battaglia per il diritto delle bambine all’istruzione è un atto di resistenza luminosa, capace di trasformare la sofferenza in impegno e la paura in speranza. Consegnare la sua immagine alla scuola significa affidarla agli sguardi e alle coscienze dei più giovani, invitandoli a riconoscere nella conoscenza e nella solidarietà gli strumenti più potenti contro l’oppressione.La mattinata si è conclusa con l’inaugurazione dell’installazione “Connotazioni emotive”, allestita nell’atrio del Palazzo Comunale, dove rimarrà visibile fino al 10 dicembre, giornata internazionale dei diritti umani. Un prolungamento simbolico del messaggio dell’evento, un modo per continuare a parlare, riflettere, interrogarsi, anche quando l’eco della manifestazione si sarà affievolito.E così, nonostante la pioggia abbia provato a fermare tutto, Tolfa ha vissuto una mattinata intensa.