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TOLFA - Dal 13 dicembre all’Epifania, alla Rosendhal si è respirata un’atmosfera unica, fatta di eventi, emozioni, abbracci, condivisione, allegria e quell’umanità semplice e preziosa che scalda il cuore. In questa bellissima Rsa collinare i giorni non scorrono mai uguali né noiosi, anzi si riempiono di attività, incontri, concerti e progetti che rendono la vita degli ospiti più ricca, intensa e viva. La Rosendhal non è soltanto un centro di eccellenza nel campo sanitario: è parte integrante della comunità di Tolfa e dei comuni del comprensorio, un luogo che appartiene al territorio e che il territorio sente proprio.


L’attesa per le festività si è fatta sentire soprattutto tra i nostri nonnetti, che da giorni aspettavano un evento speciale dedicato a loro. Quando sono arrivate le cornamuse, gli stornelli, le poesie di Natale in ottava rima, le canzoni antiche e struggenti, si è compiuto quel piccolo miracolo che solo la tradizione sa regalare. Tutto si è fatto memoria, identità, radici. È stato un pomeriggio capace di riempire gli occhi, le orecchie e, soprattutto, il cuore dei nostri ospiti, grazie alla presenza del Circolo Poetico Bartolomeo Battilocchio, dell’Associazione Generatio 90, di Agnese Monaldi con i bambini del maggetto, dei cantori, dei musicisti e dei poeti arrivati dalla Toscana e da tutto il Lazio.
È poi arrivato il giorno del Concerto-Spettacolo di Natale dei nonnetti, appuntamento attesissimo, che quest’anno si è arricchito di un elemento di straordinaria bellezza: le voci degli OSS e di tutto il personale della struttura, unite a quelle degli ospiti. Ci hanno fatto emozionare, ridere, cantare e persino riflettere, in un alternarsi di momenti teneri e intensi, profondi e leggeri, che hanno rivelato quanto talento, sensibilità e coraggio possano emergere quando si crea una vera comunità affettiva. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla maestra di canto Alessandra Ercolani e alla preparazione musicale curata da Marco Muneroni, alla presenza straordinaria e preziosa di Gabriele Bertuccelli, all’infaticabile direttrice Claudia Pagliarini e ai meravigliosi operatori, amorevoli e pieni di energia, che ogni giorno rappresentano la forza più grande di questa struttura. Ma un ringraziamento va anche ai familiari, ai figli e ai nipoti che con occhi lucidi, sorrisi, applausi e battute hanno condiviso un pomeriggio indimenticabile.Il clima natalizio è continuato con la tombolata organizzata dalla Sezione Fidapa di Tolfa, trasformando una tradizione semplice in una festa piena di allegria e complicità. E poi è arrivata la Pastorella: chi è nato in queste terre sa che quando passa la Pastorella ogni rumore tace e la commozione prende tutto lo spazio. La Banda di Tolfa, con il suo passaggio discreto e potente, ha regalato uno di quei momenti che lasciano un segno profondo e silenzioso.
Da lì in poi, si può dire che il Natale fosse finalmente arrivato.
Alla Rosendhal il Natale è stato vissuto giorno per giorno, con lo scarto dei doni, la festa e il cenone di Capodanno, fino alla gioia dell’arrivo della Befana, accolta con abbracci e sorrisi dolcissimi che avrebbero sciolto anche il cuore più duro. Dopotutto, fare del bene fa bene, e lo si è visto negli occhi dei nostri ospiti.Ha chiuso il ciclo delle festività la musica del Coro di La Bianca, che con chitarre e voci ha portato nella struttura un’ultima carezza sonora, restituendo bellezza, pace e un senso di comunità difficile da raccontare a parole. È stato bellissimo averli con noi e condividere con loro un pomeriggio che resterà nella memoria collettiva.Così si è concluso un periodo intenso alla Rosendhal, dove il Natale non è stato soltanto una data sul calendario, ma un’esperienza vissuta insieme, fortemente, profondamente. Qui gli ospiti non sono mai soli, perché attorno a loro c’è una comunità che abbraccia, accompagna, ascolta e non dimentica. E forse è proprio questo il più grande regalo che si possa fare a Natale: restare connessi, sentirsi parte di qualcosa, continuare a vivere.
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