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TOLFA – Ci sono mattine che lasciano un segno. Mattine in cui le parole non restano semplici suoni, ma diventano ponti tra persone, tra epoche diverse, tra chi ha vissuto una vita intera e chi la vita la sta ancora costruendo. È il caso del secondo incontro del progetto “ConTATTO”, realizzato dal Liceo delle Scienze Umane “Padre Alberto Guglielmotti” in collaborazione con Rosendhal, un progetto nato per avvicinare giovani e anziani attraverso il dialogo, l’ascolto e la memoria. In occasione delle celebrazioni del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’iniziativa ha toccato uno dei temi più profondi e complessi del nostro tempo: la condizione femminile, ieri e oggi. Stereotipi, ricordi e speranze: quando il dialogo diventa curaSeduti uno accanto all’altro, studenti e “nonnetti” hanno condiviso storie, esperienze e punti di vista. I più giovani hanno parlato di ciò che vivono ogni giorno: pregiudizi, pressioni sociali, aspettative che ancora pesano sulle spalle delle ragazze e dei ragazzi del XXI secolo.Gli anziani, con la loro voce calma e piena di ricordi, hanno raccontato com’era essere donne – o crescere accanto alle donne – in un passato non così lontano: un mondo in cui diritti e libertà erano spesso negati, in cui ciò che oggi consideriamo normale era allora un traguardo lontano, quasi impensabile. Ne è nato un dialogo vero, sincero, potente. Una riflessione a due generazioni che si guardano negli occhi e si riconoscono, unite dalla stessa, identica esigenza: un futuro libero da violenza, discriminazioni e ingiustizie.Un incontro che ha lasciato il segnoLa mattinata è stata descritta da molti come “intensa e assai emozionante”. C’è chi ha commosso con un ricordo d’infanzia, chi ha raccontato la fatica delle donne di un tempo, chi ha condiviso la paura di essere giudicata, chi la speranza di un mondo più giusto. Gli studenti hanno ascoltato in silenzio, con rispetto. I nonni hanno sorriso, sorpresi dalla maturità e dalla sensibilità delle nuove generazioni. In quel cerchio di voci, generazioni diverse hanno scoperto di essere molto più vicine di quanto sembrasse. Il progetto “Contatto” conferma ancora una volta la sua importanza: creare spazi in cui i giovani possano imparare non solo dai libri, ma dalle persone, da chi porta sul volto e nelle mani la storia di un secolo. Oggi, parlare di violenza contro le donne non è stato soltanto un atto di sensibilizzazione, ma un momento di educazione al rispetto, alla memoria e alla responsabilità.Perché la lotta alla violenza non è una celebrazione simbolica: è un cammino, un impegno quotidiano, un dialogo continuo tra chi vuole costruire un futuro migliore e chi ha combattuto – spesso in silenzio – per permettere che quel futuro esistesse. Complimenti agli studenti del Liceo Guglielmotti, ai nonni e alle nonne di Rosendhal, ai docenti e agli operatori che hanno reso possibile questo incontro: ognuno ha portato con sé un frammento di vita, e insieme hanno costruito una mattinata che profuma di rispetto, consapevolezza e umanità.



