CERVETERI – Sei figure nuove pronte a entrare in municipio e tra loro c’è anche un vigile urbano. Nel 2026 sarà ampliato l’organico della pubblica amministrazione, come annunciato dall’assessore al Bilancio, Alessandro Gazzella con l’assunzione di istruttori contabili, amministrativi tramite bandi pubblici. È un passo in avanti importante per velocizzare la rispettive pratiche e migliorare la qualità di vita del cittadino, anche se la situazione della Polizia locale è quella che preoccupa maggiormente come confermato dai numeri al ribasso evidenziati nel 2025 dai sindacati di riferimento. La media parla di un vigile praticamente ogni 2mila persone. Nella sede di Cerveteri ci sono 22 unità, comandante compreso, ma per l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) dovrebbero essere almeno il doppio e ben 90 secondo le normative regionali in base al confronto con gli abitanti censiti, quasi 40mila in città. Nel 2010 l’organico era rappresentato da 17 agenti, ce ne sono solamente 4 in più dopo 14 anni. I compiti si sono moltiplicati nel corso degli anni tra pratiche amministrative da gestire, controlli e pattugliamenti, rilevazione di incidenti stradali spesso anche gravi, accertamenti per abusivismi edilizi, mercati rionali, sagre e tanto altro ancora. Si fa sempre ricorso agli stagionali in estate per sopperire alla crisi ma il potenziamento dura pochi mesi.

Lo scorso anno scattò pure stato di agitazione pure per la vicenda irrisolta della nuova caserma, un progetto naufragato più volte. Gli attuali locali sono rimasti gli stessi e con le stesse carenze. Erano e sono esigui sia per i requisiti degli spogliatoi che per le quadrature per le attività di ufficio. Nell’elenco l’assenza di spazi per il recupero psicofisico che l’inadeguatezza dei servizi igienici che dovrebbero essere separati anche per l’utenza. Non meno importante l’abbattimento delle barriere architettoniche dato che i disabili non possono accedere al comando perché situato in una palazzina senza ascensore. Insomma, sono tutti aspetti non secondari per migliorare la vita dei caschi bianchi in terra etrusca.

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