Presente e futuro di Talete nell’excursus tracciato dall’amministratore unico Salvatore Genova durante l’assemblea dei sindaci, tenuta nella sala consiliare di Palazzo Gentili.

«La società oggi ha una visione» che si incardina su vari fattori, tra cui una progettualità da 313 milioni per risolvere il problema arsenico e l'ingresso dei privati per sostenere la tenuta economico-finanziaria dell’azienda.

«La gara in corso è alle battute finali. La società mista è l’unica scelta per gestire un servizio così complesso. Oggi l’azienda registra uno sfasamento temporale tra spese e incassi anche di un anno. È indispensabile un partner perché non è possibile gestire finanziamenti e progetti importanti senza una spalla forte a livello tecnico e gestionale» ribadisce.

Una delle progettualità più rilevanti è quella relativa al bando Pniissi (Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza e per la sicurezza nel settore idrico.

«Un progetto da 313 milioni di euro, di cui 202 per portare acqua a sufficienza sul territorio di Viterbo che ha un fabbisogno giornaliero di 1000 litri/secondo. Partendo dal Peschiera attraverso un’interconnessione di 120 chilometri con il territorio di Rieti».

Intervento suddiviso in 5 lotti che consentirà anche economie importanti andando a incidere sugli alti costi di potabilizzazione, 15 milioni, che Talete deve sostenere annualmente.

«Un progetto di miscelazione che si risolverà tra 8-10 anni ma - rimarca il presidente della Provincia e Ato Alessandro Romoli - nel frattempo, noi come sindaci e soci, siamo stati in grado di portare avanti processi che hanno portato Talete fuori dalle secche».

Ricordando che già «da otto anni fa si parlava di portare i libri della società in tribunale», evidenzia che «oggi possiamo guardare al futuro perché stiamo facendo con assoluta coscienza il possibile per irrobustire Talete». Che «per il 60% delle quote resta nelle mani dei sindaci» rivendica. E sul progetto del Peschiera, a chi ha sostenuto che tale soluzione sarebbe stata possibile già da anni replica tranchant: «Buffone patentato perché finora non c’erano i soldi. E senza finanziamenti pubblici i progetti importanti non si realizzano».

Tornando alla relazione dell’amministratore Genova, l’elenco delle attività e dei progetti in essere è lungo.

Dalla ricognizione tecnica, con tempi stringenti, per la presa in carico di tutti i Comuni della Tuscia - «quando mi sono insediato erano 31, oggi 59» - ai progetti Pnrr sulle reti con l’ammodernamento di 1500 chilometri «accertando criticità e perdite di acqua per pianificare i lavori da portare avanti nei prossimi mesi».

Inoltre Talete sta gestendo le attività legate al depuratore di Orte, finanziate con oltre 2 milioni di euro comprese le spese per l’esproprio, mentre a Viterbo è di 2,9 milioni l'investimento per la seconda linea liquami. E ancora: 2,8 milioni per la sostituzione delle condotte in alcuni Comuni, due pozzi da 70 litri al secondo, nuovi contatori a Cellere, Faleria e Calcata «per una sperimentazione dei consumi idrici ed energetici». Potenziato il sistema di gestione operativa dei processi, attualmente 108mila utenze su 181mila totali. Sarà anche realizzata una sala controllo, con videosorveglianza in alcune postazioni, «per vedere cosa succede in un territorio da servire così vasto come è Viterbo».

Implementati i servizi dedicati ai cittadini. «Quasi 10mila gli utenti su WhatsApp, circa 100mila mail l’anno con tempi di risposta di 13-14 secondi» evidenzia Genova, sottolineando che «la digitalizzazione ha consentito di spostare personale per attivare sportelli sul territorio». Infine «è in dirittura d’arrivo la richiesta di accreditamento del laboratorio analisi a cui potranno rivolgersi amministratori e cittadini» per conoscere i parametri di arsenico e fluoruri dell’acqua che arriva nei loro rubinetti.