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CERVETERI – Non sono passati nemmeno 3 anni dalla sua inaugurazione e il centro antiviolenza femminile “Le Farfalle” ha messo a regime già 350 casi, se non di più di donne che sono state maltrattate e che si sono rivolte alla struttura di via dei Bastioni. Numeri che devono far riflettere, non solo in questi giorni in cui si è parlato in virtù della “Giornata Internazionale della Violenza contro le Donne”. Centinaia e centinaia di vittime, non solo di Cerveteri, Ladispoli e di altri comuni costieri, ma di tutto il Lazio, hanno bussato alla porta di quello che ormai è diventato un punto di riferimento importantissimo. Praticamente la media è di una cartella aperta quasi ogni tre giorni. Numeri rilevanti che stanno ad indicare come le vittime stiano trovando il coraggio di denunciare gli ex o i propri mariti mettendosi alle spalle le angherie subite. Non a caso anche quest’anno Le Farfalle hanno ottenuto un fondo dal comune di Cerveteri pari a 72mila euro per il potenziamento del servizio e per farlo restare ancora aperto vista anche la gravità della situazione a livello complessivo. La cooperativa Be Free ha raccolto, grazie al proprio team specializzato e alla rete che si è creata con figure professioniste come psicologi e avvocati (in collegamento eventualmente con le forze dell’ordine del territorio), il grido disperato da parte di mogli e compagne perseguitate. «Il centro Le Farfalle – sottolinea la sindaca, Elena Gubetti - rappresenta per Cerveteri un presidio fondamentale di tutela, ascolto e protezione. In un momento storico in cui la violenza sulle donne continua a manifestarsi con numeri drammatici, è nostro dovere rafforzare ogni strumento utile a sostenere chi trova il coraggio di chiedere aiuto». Il lavoro quotidiano svolto dalle operatrici del centro è prezioso: offrono accoglienza, sostegno psicologico, consulenza legale e accompagnamento nei percorsi di autonomia. «A loro va il mio più sincero ringraziamento – aggiunge Gubetti - così come a tutte le realtà del territorio che collaborano per costruire una rete solida e capace di intervenire tempestivamente. Come Amministrazione siamo impegnati a garantire risorse, spazi e supporto costante affinché il Centro possa continuare a essere un punto di riferimento sicuro, accessibile e riconoscibile per ogni donna che vive una situazione di violenza. La lotta alla violenza di genere non può essere relegata a ricorrenze o campagne temporanee: è un impegno quotidiano, culturale e civile, che riguarda l’intera comunità. Cerveteri c’è, e continuerà a esserci, al fianco delle donne, per difendere i loro diritti, la loro libertà e la loro dignità».
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