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RASSEGNA STAMPA IL DIARIO. Sul bilancio il silenzio assordante del Sindaco

IL DIARIO. Sul bilancio il silenzio assordante del Sindaco
La vignetta di Mastro Gombau

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CIVITAVECCHIA – Assordante. Il silenzio del sindaco Ernesto Tedesco durante la discussione di ieri in Consiglio Comunale del bilancio di previsione non può essere definito altrimenti.

Almeno negli ultimi 40 anni, a memoria di chi scrive, non era mai accaduto che il primo cittadino, il capo della maggioranza, non intervenisse nel dibattito sul documento politico amministrativo in assoluto più importante per una Amministrazione.

Anzi, con il tanto vituperato Antonio Cozzolino, si era arrivati al punto che a volte era solo il Sindaco ad intervenire, oltre al capogruppo del monocolore pentastellato. Ma in ogni caso il capo, per quanto criticabile potesse essere, ci metteva la faccia.

E prima di lui lo hanno sempre fatto Tidei, Moscherini, Saladini (anche se non fece in tempo a votare nemmeno un bilancio), De Sio e di nuovo Tidei, per fermarsi al 1994. Ma sicuramente anche De Angelis, Calderai, Carluccio, Barbaranelli e così via non saranno stati da meno. Quando poi i dibattiti in Consiglio avevano di certo uno spessore e un sapore molto diverso da quelli di oggi. Eppure lo scorso anno allo stesso Tedesco la verve non mancava, e intervenne più volte. Sembra trascorso un secolo. Stavolta, la giustificazione sarà che il Sindaco si è lasciato l’intervento di chiusura della dichiarazione di voto di questa mattina.

Ma ormai, il re è nudo. Anche se da inguaribili sognatori, siamo convinti che con la sua esperienza e dialettica da avvocato Tedesco incanterà i suoi 13 adepti, con un discorso in cui illustrerà per filo e per segno il significato politico dei numeri inseriti nei principali capitoli di bilancio, per spiegare la propensione dell’Amministrazione verso un certo tipo di interventi piuttosto che un altro. Per spiegare, in sostanza, le scelte di fondo che danno corpo e gambe a un bilancio, calandolo nella realtà locale, che è fatta di servizi ai cittadini, di sussidi, piuttosto che di incentivi o aumenti (o sgravi) di tasse e tributi. Come dovrebbe fare un Sindaco, con una idea chiara di progetti e di città, che il buon Tedesco non ha. E probabilmente non ha mai avuto.
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Dal quotidiano LA PROVINCIA dell’8 giugno 2021


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