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Giampaolo Scacchi : Ecobonus al 110%, casa nuova senza spendere

Giampaolo Scacchi : Ecobonus al 110%, casa nuova senza spendere
Giampaolo Scacchi

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L’arrivo delle prime offerte sul mercato  da parte degli istituti di credito (Unicredit, Intesa Sanpaolo e Sella) da la possibilità di girare alle banche il credito derivante dalle agevolazioni fiscali per lavori sugli immobili, il cosiddetto super eco bonus riservato alla riqualificazione energetica degli edifici. Grazie alla cessione del credito, alla fine dei lavori, sarà possibile recuperare le spese sostenute addirittura con una piccola percentuale in più(1/2%), nel caso non si abbia la possibilità di anticipare tali somme si potrà avviare i lavori attraverso prestito ponte rinunciando a una parte delle somme.

Il rimborso del 110%,è sicuramente l’aspetto più accattivante dell’ecobonus ma la possibilità di cedere il credito ad una terza parte (sia essa banca, impresa, società finanziaria o altro) è altrettanto importante. Senza di essa , infatti, sarebbe necessario disporre di un capitale iniziale per poter pianificare i lavori o ricorrere a prestiti e mutui, nonchè avere la certezza che per gli anni futuri i rimborsi saranno inferiori alle imposte dovute. Per fare un esempio, se si effettuassero lavori con le agevolazioni del super ecobonus per 30.000 € si avrebbe diritto a  cinque anni di detrazioni Irpef pari a 6.600 euro, ma sarebbero destinate solo a chi deve pagare una Irpef pari, almeno, a  quella cifra: molti contribuenti con assegni mensili bassi, e magari con forti detrazioni per altre spese, come quelle mediche, non ce la farebbero. Con la cessione del credito nessuno resta escluso.

Ma come funziona questa cessione del credito? Ci sono 2 possibilità:

  1. contrattare uno sconto in fattura direttamente con l’impresa edile che effettuerà i lavori. L’importo dello sconto può arrivare anche a coprire l’intero costo della fattura e successivamente l’impresa, a sua volta, potrà decidere se utilizzare direttamente il bonus fiscale o cedere il credito. Naturalmente se il contribuente (privato o condominio) decidesse di usufruire di uno sconto in fattura inferiore al 100%, la parte che resta a suo potrà comunque  essere a sua volta ceduta a terzi  o se ne potrà usufruire nei cinque anni successivi come detrazione. (restando nell’esempio precedente, se la ditta edile dovesse scontare solo 20.000€ dei 30.000 € totali i restanti 10.000 € darebbero luogo a cinque detrazioni Irpef annue da 2.200€ ciascuna).
  2. cedere il credito a un terzo,principalmente a una banca, che naturalmente lo acquisisce a un prezzo inferiore al credito nominale. Nelle offerte presenti ad oggi sul mercato, il credito viene acquisito in modalità di 102€ ogni 110€ di credito fiscale. Questo vuol dire che, per i nostri lavori da 30.000€ (credito fiscale di euro 33.000) si ottengono 30.600€ ( sempre a fronte delle detrazioni fiscali in 5 anni) se si paga con fondi propri l’impresa e  un po’ meno se, invece, non si anticipa nulla e si decide di accedere ad un finanziamento ponte per cui sarà la banca a pagare l’impresa (attualmente i tassi per il prestito al privato sono del 2,75% con Unicredit e del 2,50% con Intesa).

Come funziona la cessione del credito per i condomini? Anche in questo caso ci sono 2 possibilità:

  1. Il condominio può deliberare la cessione del credito senza che i singoli condòmini abbiano alcun obbligo ad aderirvi (possono partecipare oppure no o cedere ad altri la somma, come preferiscono).
  2. Ogni  contribuente può effettuare la cessione del credito per conto proprio.

È possibile per i lavori che rientrano in queste 5 categorie:

  • super ecobonus
  • sisma bonus che, come ridefinito dal decreto rilancio a sua volta dà diritto al 110% in cinque anni
  • ecobonus standard
  • bonus facciate
  • bonus ristrutturazioni.

In questi tre ultimi casi però la cessione non è del 110% e risulta meno attraente: Intesa riconosce l’80% del credito fiscale nominale, Unicredit solo il 78% e le percentuali sono inferiori a quelle del super ecobonus  perché il credito si dilaziona in 10 anni.  Quindi, per esempio, per un lavoro di 40.000 € che dà diritto al un rimborso fiscale di 20.000 € ( in 10 anni), si ottengono da  Intesa 16.000€ e appena 15.600€ da Unicredit e in unica soluzione.

Naturalmente anche gli altri maggiori istituti di credito, come Bmp e Mps, stanno per presentare le loro offerte ma considerando che, parlando di super eco bonus,  importi troppo superiori ai 102€ ogni 100€ di credito non sarebbero remunerativi per la banca ed inferiori non attirerebbero l’attenzione dei contribuenti è difficile pensare che possano differire di molto da quelli di Intesa ed Unicredit. Più probabilmente le differenze si giocheranno nelle condizioni applicate alle imprese, sulla consulenza ai condomini ed alla possibilità di svolgere on line tutte le pratiche burocratiche legate alla cessione.


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