Pubblicato il

Associazioni sportive in crisi, dal Governo misure insufficienti

EMERGENZA COVID-19 Emanati due decreti legge: il Cura Italia e il Decreto Liquidità


Condividi

FRANCESCO PERUGINI
    
Siamo alla disamina del nuovo DPCM, con il quale vengono delineati alcuni interventi relativi alla cosiddetta Fase-2 da COVID-19 anche per il settore sportivo. Il DPCM dispone che resta fermo il blocco delle attività motorie non essendo consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto, ma rimane consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. Tra questi, oltre all’atletica leggera ed ai tanto discussi “runner”, vengono in mente gli sport come la vela, il windsurf, il surf, discipline sportive nelle quali si sono distinti, per eccellenza, alcuni atleti civitavecchiesi. Rimangono altresì sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati, così come sono sospese le manifestazioni organizzate, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, quali, a titolo d’esempio, feste pubbliche e private, anche nelle abitazioni private, eventi di qualunque tipologia ed entità, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati. Per quanto concerne i luoghi al chiuso, ove svolgere le attività sportive, il DPCM stabilisce che continuano ad essere chiuse le palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi. 
Quello che preoccupa sono i timidi se non inesistenti aiuti economici al settore sportivo. In tal senso non può che apprezzarsi l’iniziativa che recentemente ha visto coinvolto il Comune di Civitavecchia, la Commissione Sport e le associazioni sportive cittadine. Il Comune ha aperto un tavolo tecnico con le realtà sportive del territorio per condividere e trovare congiuntamente iniziative, quali la messa a disposizione di luoghi all’aperto per poter praticare, in tutta sicurezza, l’attività sportiva. 
Sostegno che non sembra arrivare dal governo. A riguardo, come ben ormai noto, il governo è intervenuto, tra i diversi provvedimenti, con l’emanazione di due importanti decreti legge, il Cura Italia (d.l.n. 18/2020) ed il Decreto Liquidità (d.l.n.23/2020). Tra le disposizioni più rilevanti si ricorda la sospensione dei versamenti, prorogata anche per il mese di maggio ed estesa alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, alle trattenute relative alle addizionali, regionali e comunali, al versamento dell’IVA ed, in ultimo, ai contributi previdenziali ed assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria. È già evidente che per piccole realtà sportive, l’intervenuto è praticamente privo di effetto economico. Difatti, molte associazioni, di modeste dimensioni, si sostengono grazie all’impegno di volontari ovvero fanno ricorso all’erogazione di premi e compensi, disciplinati dagli articoli 67 e 69 del Tuir che, sino ad euro 10mila euro su base annua, sono esclusi da prelievi alla fonte, ai sensi e per gli effetti della L.133/99 e non, tra l’altro, delle norme richiamate dai Decreti legge. Quanto poi alla sospensione dei versamenti dell’IVA, il cui obbligo, per leASD, deriva dallo svolgimento delle attività commerciali, l’agevolazione è non solo marginale e secondaria, rispetto alle attività istituzionali, ma priva di aiuto per coloro che non svolgono o non hanno svolto nel periodo considerato attività commerciale. Basti pensare alle ASD che partecipano a campionati (ad es. gli sport del calcio, della pallanuoto e della pallavolo) e che nel periodo di lockdown non avranno incassi dagli ingressi, né dalle prestazioni pubblicitarie rese durante gli eventi sportivi. Bene precisare e ricordare che i versamenti, sopra elencati, debbono intendersi sospesi, ma certamente dovuti; ci si interroga allora come le ASD potranno assolvere agli obblighi tributari, entro il 30.6.2020, laddove alle stesse è precluso svolgere attività. 
Altra agevolazione introdotta è relativa all’indennità per gli atleti, istruttori, nella misura di 600 euro per il mese di marzo. Come tempestivamente segnalato l’indennità non spetta ove il percettore sia possessore di altri redditi di lavoro dipendente o di pensione. Nel presupposto normativo che i compensi agli istruttori possano essere erogati o e l’attività sportiva sia per l’istruttore non abituale e comunque non professionale, è del tutto lecito ipotizzare che l’istruttore abbia o eserciti altra attività abituale dalla quale sostenere se stesso e la propria famiglia. 
Con il decreto Cura Italia, il governo ha previsto che siano sospesi dal 17 marzo e fino al 31 maggio 2020, i termini di pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli Enti Territoriali, creando una ingiustificata disparità tra realtà sportive che gestiscono impianti pubblici da quelli privati. In questo secondo caso, le ASD, non potranno richiedere neppure una riduzione dei canoni ai locatori, in forza del credito di imposta riconosciuto in favore dei negozi e delle botteghe. Le ASD, che operano negli impianti privati, saranno, pertanto, obbligate a continuare a pagare il canone di locazione degli impianti sportivi, pur obbligate a chiudere le proprie strutture. È evidente che tali soggetti non potranno che ricorrere ad accordi di iniziativa privata per la rinegoziazione dei canoni; ma ci si chiede, chi aiuterà il locatore, laddove ad esempio, la locazione sia l’unica forma di sostentamento economico? Si sorvola poi sull’agevolazione inerente il ricalcolo dell’ires e dell’irap, che, come ben noto, con il meccanismo forfettario di cui alla l.398/1991, l’impatto della fiscalità sull’attività commerciale è assolutamente poco significativo. In tutto questo scenario, nulla di concreto in relazione al sostegno delle attività di aprile, mese ormai praticamente concluso. 


Condividi
ULTIME NEWS